Bellezza, ambiente, tecnologia la scuola reggiana riparte da qui
Nei progetti di Cir Food e nei prototipi degli studenti di Francesco Bombardi le idee per settembre
REGGIO EMILIA
Tra poco più di un mese, a settembre, quando la scuola riaprirà, non sarà soltanto una questione di distanze. Assieme a quella dell'igiene delle mani, quella del distanziamento sociale sarà l'altra regola aurea che sopravviverà anche a questo periodo di polemiche - invero un po' troppo vacue - che segue la fase acuta della pandemia.
E proprio il tema della mensa scolastica - cardine della scuola primaria a tempo pieno - ha costituito una delle criticità maggiori da parte di chi, nei mesi scorsi, avrebbe dovuto decidere su eventuali rientri in classe.
Così, è importante che si siano incontrati chi - come Cir Food - fa della ristorazione collettiva la principale mission aziendale e l'architetto reggiano Francesco Bombardi che assieme a Marcello Ligabue e ai suoi studenti del corso di Industrial Design dell'Università di Modena e Reggio hanno riprogettato una mensa-tipo secondo le nuove regole dettate dall'emergenza Coronavirus, ricavandone una opportunità per l’innovazione del sistema.
Invero, che Bombardi fosse sul pezzo era abbastanza scontato: nel periodo della pandemia ha messo a frutto le sue doti di makers contribuendo nella costruzione e raccolta - in piena emergenza con le stampanti 3D - dei riduttori che potessero rendere compatibili i respiratori polmonari con le maschere da snorkeling che sono in vendita alla Decathlon.
Ma poi Bombardi non si è fermato: durante il lockdown ha ripensato il modo di vivere le nostre case, quasi guidandoci per mano alla scoperta di tante parti della nostra casa che - in condizioni normali - erano per noi quasi invisibili.
Lo spazio come risorsa da sfruttare al meglio, qualità e benessere quindi. Ed è stata questa la stella che ha guidato Cir Food nella ricerca di un nuovo modo di vivere la mensa, facendo delle restrizioni non un limite ma una opportunità per immaginare un mondo migliore.
NON SOLO MENSA
«La nostra collaborazione con il professor Bombardi dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia - spiega Giordano Curti, direttore generale di Cir Food - si inserisce all’interno del percorso che sta per concretizzarsi nel Cirfood District, l’hub di open innovation sui temi della nutrizione e del cibo che stiamo costruendo a Reggio Emilia. Il nostro obiettivo è individuare, attraverso un modello di innovazione partecipativa, soluzioni sostenibili capaci di rispondere ai bisogni che si stanno andando a delineare nel nuovo contesto economico, ambientale, sociale e culturale, producendo valore per la comunità, per la ripartenza di tutto il territorio circostante, la cosiddetta “Nutrition Valley”. La collaborazione tra il sistema pubblico e il settore privato, e la contaminazione tra istituzioni, aziende, start-up, enti di ricerca e università, sta così favorendo già una riprogettazione del futuro attraverso soluzioni innovative come quelle proposte dagli studenti dell’Università, la cui sperimentazione proseguirà nel “ristorante sperimentale” del Cirfood District. Qui, quanto proposto ora diventerà parte di un percorso di analisi scientifica per ripensare il momento del “pasto” come un’esperienza a 360 gradi, che coinvolga la nostra sfera emotiva oltre alle variabili ambientali e strumentali. Questi obiettivi sono ambiziosi, ma crediamo che facendo sistema si possano e si debbano sviluppare nuove modalità di servizio che permettano di ritornare ad una ristorazione che sia soprattutto benessere e socialità. Questo - prosegue Curti - è ancora più importante quando parliamo di ristorazione scolastica. In quest’ottica è infatti nato il progetto “Nutriamo la Scuola”, che ha visto la partecipazione dell’Architetto Bombardi e la collaborazione dell’Università degli Studi di scienze gastronomiche di Pollenzo e con l’Officina Educativa del Comune di Reggio. L’obiettivo comune è investire in relazioni e progettazioni che garantiscano il diritto all’apprendimento, al benessere e alla partecipazione, valori condivisi alla base della idea di educazione come competenza strategica della nostra città e che devono trovare forza, condivisione e visibilità, soprattutto in questo momento di distanziamento e di nuove regole di socialità».
NOVE PROTOTIPI
Non a caso, l'architetto Bombardi e i suoi studenti del Corso di Industrial Design, in questi mesi hanno lavorato - sempre in tandem con Cir Food sia sulle mense aziendali sia su quelle scolastiche. In particolare, nel campo della gestione e ottimizzazione delle mense - con la creazione di sistemi di sanificazione smart a ultravioletti (ne parli dopo nello specifico) e più in generale con un restyling degli ambienti che possa combinare il rispetto delle distanze, la sanificazione costante la sicurezza e la socializzazione in quello che può diventare una parte integrante dell'ambiente di lavoro, anche in ambito relazionale.
Una serie di idee che hanno visto la loro realizzazione nel luglio scorso, quando gli studenti di Bombardi hanno sostenuto l’esame di Industrial Design, con la presentazione di 9 prototipi, realizzati in remoto durante il lockdown, con uno sforzo straordinario viste le distanze e le risorse limitate.
Si tratta di idee, suggestioni e vere e proprie invenzioni come ad esempio Sterixyl, ideato e realizzato da Giuseppe Fazio, Fabio Ghizzardi, e Matteo Gianferrari: un sanitizzatore a ultravioletti wireless, 6 joule di energia liberati all'interno di una scatola di plexiglass dove inserire le mani, senza acqua nè sapone. Una operazione di pochi secondi in cui i raggi ultravioletti bloccano l'Rna di un possibile virus impedendogli di replicarsi. Altra invenzione Cema (Italo Almirante, Fabio Bertolini, Mattia Ciurlia i suoi ideatori), un carrello porta vassoi con un sistema di mappatura degli sprechi attraverso riconoscimento in remoto dell’immagine; E siccome si parla di mensa non solo come luogo fisico per passare la pausa pranzo, non poteva mancare la parte sociale con la app Eatogether (ideata da Paolo La Grotta, Michael Morellini, Cosimo Perrone) che ti guida nella mensa alla ricerca del tavolo ideale per il tuo stato d’animo. Sulla qualità dei cibi vigilerà poi Shelf life, opera di Giacomo Resca, Davide Rondanini, Luca Zanella: si tratta di un sistema di controllo e monitoraggio della catena del caldo/freddo nel trasporto degli alimenti.
Matteo Di Bella ha invece ideato e messo a punto Sound cube food, dispositivo per la diffusione controllata di suoni e musica studiati per condizionare la percezione de gusto.
Si chiama Little big impact ( Davide Burzacchini, Simone Ceccoli i suoi creatori ) ed è l’insieme di piccoli accorgimenti per un grande impatto nella qualità ambientale della mensa; Giovanni Briglia, Adela Haliti hanno poi creato Compost to seeds , un display per la sensibilizzazione sui temi dello spreco e del riciclo attraverso il compostaggio; Tray to fold (Martina Bellini, Amanda Cavani) e Make eat fun (Maria Carrabs) per ripensare l’esperienza del pasto negli spazi aperti. —
M.S.
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