«Il design non è un orpello spesso è l’anello mancante tra l’idea e la realizzazione»
L’architetto Francesco Bombardi è tra gli ideatori di “Metro Quadro” il progetto pensato per i più piccoli e sperimentato sul campo
l’intervista
massimo sesena
«Il design non è un orpello, non è una roba da fighetti, anzi. Per come la vedo io, spesso è l’anello che manca nella catena che unisce un’idea alla sua realizzazione». Francesco Bombardi si scalda quando difende questa parte specifica del suo poliedrico lavoro. Architetto di formazione, maker per passione e innovatore per vocazione, Bombardi ha dato vita - assieme a Cecilia Bergamaschi, project leader del Cirfood District - al progetto Metroquadro che è stato sviluppato con il Comune di Reggio Emilia e Officina Educativa per una sperimentazione sul campo in tre centri estivi in città.
«Con questo progetto - spiega Bombardi - a partire dal concetto di distanziamento , incarnato dal metro lineare e percepito come vuoto, si propone un cambio di prospettiva lavorando sul metro quadrato, percepito come "pieno" da riempire di contenuti». E il principale contenuto di questo metro non può che essere la natura, ora che l’emergenza Covid ci spinge a vivere all’aperto. Su questo metro quadro di cartone che i bambini si sono portati dietro nel loro peregrinare - racconta Bombardi - hanno trovato spazio tutti gli elementi legati ai sensi che ci riportano all'esperienza del gusto e, in particolare, alle mappe del gusto sviluppate dal professor Nicola Perullo dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo e agli spunti dell’agronomo Francesco Vanotti di Errenelbosco.
Il primo risultato del Metro Quadro?
«Immediato: garantire, senza imporlo, il distanziamento sociale.Tante stazioni di metri quadrati diversi disegnano una mappa coerente con un programma educativo ed una logistica che consenta il lavoro in gruppi separati, ma anche il momento della merenda».
L’architettura che sposa la pedagogia. Che binomio è?
«Molto azzeccato, in questo caso. Fondamentale la collaborazione con Officina Educativa del Comune di Reggio, nel proporre ai bambini non solo il cibo come nutrimento per il corpo ma anche per la socializzazione e gli apprendimenti. Insieme a Cirfood e al Comune di Reggio Emilia stiamo facendo un grande sforzo per dimostrare come il Design e la cultura del progetto, in questo momento così delicato, possa fare la differenza».
Perché il Metroquadro, come il Food Shuttle, altro progetto sviluppato da Cirfood per le mense scolastiche o il Raccontametro, pubblicato nel numero di Luglio/Agosto 2020 della rivista Interni, stanno avendo così successo?
«Perché c'è anche il design, elemento non sempre chiamato in gioco tra le competenze coinvolte nel mondo della scuola e dell’educazione, ma strategico, capace di unire i linguaggi e sintetizzare proposte di qualità».
E allora perché parliamo così poco di design?
«È vero, non siamo a Milano né a Copenaghen ma anche qui possiamo superare l’idea che spesso associa il design al superfluo, la bellezza a qualcosa di accessorio, o lezioso o “borghese”, e farne invece un motivo di pregio e una sensibilità a cui tutti possano attingere, a partire dai più piccoli. Per questo serve promuovere e rinsaldare un’alleanza tra scuola, designers e architetti, da sperimentare sul campo e non sui webinar , in modo da non lasciare dirigenti e insegnanti da soli con la grande responsabilità di progettare o ri-progettare gli ambienti dedicati all’apprendimento». —
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