Nuovo patto del lavoro per ripartire in Regione
REGGIO EMILIA
Il messaggio è che bisogna ripartire in fretta. Per questo nessuna pausa estiva quando si tratta di mettere nero su bilancio il nuovo patto con le forze economiche e sociali. «Avremo un crollo del Pil e nel giro di poco tempo dovremo rimontare», ha detto ieri il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, per cui bisogna «immaginare come fare ripartire l’economia e il lavoro». Cosa avvenuta sempre ieri, a Bologna, con il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima, per sostenere la ripartenza dell’Emilia-Romagna e porre basi forti e concrete a uno sviluppo sostenibile, equo, veloce, semplificato. Percorso che dovrà portare, entro ottobre, alla sottoscrizione di un piano d’azione condiviso dalla Regione con tutte le forze economiche, sociali, associazioni d’impresa, professioni, enti locali, organizzazioni sindacali e di categoria. Al contempo parte il percorso di confronto con interlocutori e associazioni che si occupano di cambiamenti climatici e come affrontarli, per raccogliere contributi qualificati.
Un percorso introdotto da Bonaccini, che insieme agli assessori della sua Giunta Vincenzo Colla, Elly Schlein e Paolo Calvano ha illustrato i cardini di cui si comporrà il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima. Quattro assi fondamentali e tredici titoli chiave per creare un perimetro che negli aderenti al Patto ha trovato un’adesione convinta su temi, su metodi e sul percorso. —
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