Gazzetta di Reggio

Reggio

SAN POLO, DENUNCIATO PER CALUNNIA 

Si ferisce al braccio e poi incolpa i genitori

Si ferisce al braccio e poi incolpa i genitori

Il giovane lo ha fatto per vendicarsi perché avevano chiamato i carabinieri, convinti che avesse rubato un portafogli

2 MINUTI DI LETTURA





SAN POLO

Quando è tornato a casa, dopo essere stato via tre giorni, con un portafogli, un mazzo di chiavi e un paio di occhiali non suoi, i genitori hanno pensato il peggio: che ancora una volta si fosse messo nei guai; che quegli oggetti non gli appartenessero e fossero stati rubati. Non deve essere sembrata loro un’esagerazione, quel pensiero. Del resto il figlio, non molto tempo fa, era stato denunciato per una rapina a un disabile, commessa con un amico ai danni di una persona “fragile” del paese. Tanto che stavolta hanno subito pensato di chiamare i carabinieri. Ma non si aspettavano certo la reazione del giovane: ha preso una mannaia, si è ferito per tre volte all’avambraccio sinistro e poi è sbottato: «Quando arrivano i carabinieri dirò loro che siete stati voi».

È quello che è successo nei giorni scorsi in una casa di San Polo. Un cortocircuito dei sentimenti e delle relazioni per quel gesto di un padre e di una madre che hanno provato ancora una volta, anche così, a “salvare” quel figlio.

Quando i militari della stazione di San Polo sono arrivati in casa, il 19enne ha mostrato le ferite e ha incolpato mamma e papà, spiegando come tutto fosse accaduto al culmine di una lite. I carabinieri, che conoscono il ragazzo per il suo trascorso, da subito non ci hanno visto chiaro. Quando il 19enne è stato portato in ambulanza all’ospedale di Montecchio per essere medicato (8 i giorni di prognosi), qui lo hanno raggiunto gli uomini dell’Arma. Hanno iniziato a tempestarlo di domande, di richieste di spiegazione. E il racconto ben presto ha iniziato a fare acqua da tutte le parti. Aveva indicato loro il coltello da macellaio che era appoggiato sul divano come quello usato per ferirlo, ma questo non aveva alcuna traccia di sangue: secondo lui perché i genitori intanto lo avevano ripulito. Inoltre, non sapeva dire chi dei due fosse stato. Dal canto loro, i genitori respingevano quella terribile accusa, spiegando invece di aver chiesto aiuto al 112 per quel figlio rimasto fuori di casa 3 giorni e tornato con quella roba non sua. Inoltre, quei tagli, per profondità, forma e posizione, sembravano più che altro un gesto autolesionistico.

Alla fine il 19enne lo ha confermato, ammettendo di averli accusati come ritorsione per aver chiamato i carabinieri. I quali hanno accertato che quegli oggetti non erano in effetti stati rubati, ma appartenevano a un amico. Ma intanto lui è stato denunciato per calunnia. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google