Esposito: «Un simbolo» Neri: «Serate magiche»
REGGIO EMILIA
Le condoglianze alla famiglia Ferrarini sono arrivate anche dal direttore generale della Reggiana, Vittorio Cattani, ma anche da tanti tifosi granata che hanno ricordato le tante cene con il Centro di coordinamento dei Club granata, insieme a Graziella Azzolini Ferrarini, e anche le lunghe file nell’ufficio di corso Garibaldi, per acquistare i biglietti e organizzare le trasferte in tutta Italia.
«Il Centro di coordinamento dei club in corso Garibaldi e la presidentessa Graziella Azzolini erano un punto di riferimento per tutti i tifosi della Reggiana – rimarca l’attaccante Maurizio Neri, che ha vestito la maglia della Reggiana in due momenti distinti della carriera – così come per noi giocatori era un momento di felicità poter partecipare alle varie feste dei club sparsi in tutta la provincia. Era molto coinvolgente e piacevole partecipare a quelle serate, perché avvertivi l’amore della gente per la Reggiana e Graziella Azzolini sapeva sempre rendere magico quegli appuntamenti».
«Reggio Emilia e la Reggiana hanno sempre un grande valore affettivo per me – ricorda Massimiliano Esposito, l’uomo della storica salvezza in serie A conquistata a San Siro contro il Milan, davanti a oltre diecimila reggiani – e per associazione di idee Graziella Azzolini Ferrarini la identificavo come uno dei simboli del tifo granata, per il suo stile e garbo nel sostenere la squadra. Gli anni Novanta sono stati caratterizzati da un grande movimento sportivo organizzato dei tifosi granata e il fulcro era proprio il Centro di coordinamento dei Club. Mi auguro che il suo testamento sportivo possa essere raccolto da qualcuno, in questa estate che ha permesso alla Reggiana di ritornare in serie B». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google