Gazzetta di Reggio

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IL “SAN GIORGIO” APPENA INAUGURATO 

Made in Brescello le nuove tecnologie per la sicurezza del ponte di Genova

Adriano Arati

La Mpgamma ha realizzato gli armadi in acciaio  e Sparta i sensori che misurano le sollecitazioni del viadotto

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BRESCELLO

Sono targati Brescello i contenitori di acciaio inox del nuovo ponte San Giorgio di Genova, il grande viadotto autostradale inaugurato il 4 agosto scorso come sostituto del ponte Morandi, crollato nell’agosto 2018, in uno degli incidenti più gravi degli ultimi anni in Italia, costato la vita a 43 persone. Tutte le casse e gli armadi in acciaio inox montati nell’area, necessari per custodire quadri elettrici e altri dispositivi di rilevazione, sono stati forniti dalla Mpgamma di Brescello, storica realtà emiliana specializzata da decenni nella costruzione di quadri elettrici in acciaio inossidabile, guidata dai titolari Paolo Corvi e Michele Bertolini. Il contributo non si ferma qui: la Sparta, altra società brescellese legata alla Mpgamma dalla medesima proprietà, ha messo a disposizione impianti tecnologici avanzati, fra cui alcuni dispositivi elettronici utilizzati per i sensori necessari alla misurazione della sollecitazione del ponte. Oltre a questi sensori, Sparta si è occupata dell’automazione anche per le scatole di derivazione per le luci di emergenza. Aspetti di primaria importanza perché legati alla sicurezza. E per l’erede del ponte Morandi il tema sicurezza non poteva che essere prioritario.

Un riconoscimento di grande prestigio per uno dei cantieri più attesi e più seguiti in Italia, dopo i tragici fatti che hanno portato alla sua ideazione. Realizzati su un progetto di Renzo Piano, il collegamento autostradale e i relativi svincoli sono ora il primo tratto dell’autostrada A10, costruiti sopra il torrente Polcevera e i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano. Un’opera molto attesa, dopo le tante polemiche del periodo sulla gestione del vecchio ponte Morandi e le aspettative per il rimpiazzo.

Mpgamma era fornitore unico delle imprese che hanno materialmente edificato il viadotto Polvecera, nome ufficiale del ponte San Giorgio. Sono stati assemblati a Brescello tutti contenitori presenti sul pontile, come casse e armadi, sistemati fra i guardrail a fianco dei pali dell’illuminazione, così come sui robot pensati per garantire sorveglianza e pulizia nella struttura.

Il progetto è stato seguito per la Mpgamma dall’ingegnere elettronico Roberto Renzi, impegnato direttamente anche per quanto riguarda la questione dei dispositivi elettronici realizzati dalla Sparta, start-up nata proprio dalla Mpgamma. La Sparta, che ha sede a Brescello negli stessi spazi dell’azienda madre, è realtà specializzata nella creazione di sistemi e di piattaforme per ambienti ad alta complessità, come reti ferroviarie e impianti chimici con la presenza di agenti potenzialmente tossici. Fra i soci della Sparta, oltre a Corvi e a Bertolini, vi è lo stesso Renzi, coordinatore della parte operativa delle attività per il ponte San Giorgio. —

Adriano Arati

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