Palazzo Magnani, Iren da sponsor al comando della cultura in città
La lettera
CINZIA RUBERTELLI*
È ormai chiaro che il Comune di Reggio ha serie difficoltà a tradurre in pratica quel principio di trasparenza dettato dalla legge alle pubbliche amministrazioni.
In periodo Covid, durante le commissioni ad hoc convocate a distanza, si è parlato di molti argomenti, anche delle ricadute che il lockdown avrebbe determinato sulle istituzioni culturali della città.
A tal proposito avevo chiesto di aprire un focus specifico sui Teatri e su Palazzo Magnani nell’apposita commissione.
Morale: la commissione non è mai stata convocata e nessuno ha fatto cenno al rinnovo delle cariche di Palazzo Magnani. Ora salta fuori, grazie all’indagine della Gazzetta di Reggio, che nulla è stato detto per via dell’emergenza Covid!
Di fronte a questa giustificazione partorita dal Municipio (che si è preso un giorno di tempo per pensarci sopra) verrebbe da ridere se la vicenda non fosse gravissima. Non a caso, da tempo, noi di Alleanza Civica stiamo chiedendo d’inserire negli organismi delle partecipate un rappresentante dell’opposizione, a titolo gratuito, in funzione di controllo e trasparenza.
I vertici di Palazzo Magnani – parliamo del soggetto strategico per la Cultura a Reggio – sono stati rinnovati in assoluto silenzio e nelle segrete stanze. Come sono stati selezionati i curricula? Quali competenze erano richieste? A quanto ammonta lo stipendio del nuovo direttore generale?
Sul piano politico è chiaro che Iren da main sponsor delle principali iniziative culturali della città sale sul ponte di comando del settore cultura a Reggio Emilia. E non vanno trascurati gli intrecci sempre più marcati tra Iren Rinnovabili, Stu Reggiane, Palazzo Magnani e Fondazione i Teatri, sui quali faremo opportune azioni politiche. —
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