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bagnolo, il M5s 

«Regolamento cani Paoli si prende il merito di norme sconsiderate»

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Non si spegne la polemica sul consiglio comunale del 31 luglio quando gli emendamenti (25) delle opposizioni al nuovo regolamento cani sono stati votati a raffica, mettendo nell’angolo la minoranza con un comportamento, da parte del sindaco Gianluca Paoli, giudicato «antidemocratico» da tutti i gruppi di opposizione: Bagnolo 5Stelle, Bagnolo Bene Comune, SiAmo Bagnolo.

A intervenire questa volta è Bagnolo 5 Stelle. «L’inconsistenza delle giustificazioni diffuse il 6 agosto, accampate dal sindaco Paoli circa la conduzione del consiglio comunale del 31 luglio, suscita malinconia» è l’esordio.

Assai amara invece la conclusione: «Il sindaco Paoli, per un puntiglio personale, si è assunto la responsabilità di scassare i rapporti politici che nel primo anno di consigliatura Bagnolo 5 Stelle aveva costantemente lavorato per rendere fra maggioranza e minoranze collaborativi e leali e ha fatto ciò violando il regolamento del consiglio comunale, che in quanto presidente ha invece l’obbligo di applicare a garanzia di tutti, per forzare l’approvazione di norme sconsiderate, per di più estese con inquietante superficialità e approssimazione, sulla rinuncia proprietà cani. Paoli vuole prendersene il merito, come spavaldamente dichiara? Si accomodi pure. Ride bene chi ride ultimo».

Le parole hanno il loro peso e Bagnolo 5 Stelle rigetta per questo frangente l’accusa di ostruzionismo fatta dal primo cittadino: «L’ostruzionismo nel rispetto dei regolamenti è una legittima prerogativa delle minoranze – prosegue la nota –. Nel caso concreto certamente non si trattava di ostruzionismo però. Le proposte di modifica al Regolamento cani erano state trasmesse tre e due giorni prima, contemporaneamente agli emendamenti, come atto di cortesia per facilitarne la discussione. In conferenza capigruppo il presentatore, capogruppo Bagnolo 5 Stelle, aveva anche dichiarato disponibilità a unificare quelle proposte. In ogni modo la prassi di ogni assemblea elettiva, ma in primo luogo il regolamento del consiglio comunale, impongono in tal caso l’illustrazione e la discussione di ognuna prima del voto. Semplicemente perché così pretende la democrazia».

Il primo cittadino attira a sé le critiche dell’opposizione anche per un altra questione di metodo: secondo Bagnolo 5 Stelle, Paoli sarebbe responsabile di una «mala prassi» che finisce per accorciare, se non annullare, i tempi della discussione democratica: la convocazione del consiglio dell’Unione Terra di Mezzo a ridosso di quello comunale «a supporto della sua stizzosa condotta antidemocratica». —

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