Rogo doloso a Pieve, distrutte quattro auto nella concessionaria Citroën di Campani
Appiccato il fuoco alle 4 in via Fratelli Cervi. La scientifica cerca indizi mentre la procura ha aperto un’inchiesta contro ignoti
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA
Quattro auto distrutte, quasi centomila euro di danni e Reggio Emilia che ripiomba nell’incubo dei roghi dolosi. È un bilancio preoccupante quello che si sono trovati davanti agli occhi ieri mattina gli agenti della scientifica inviati dalla questura di Reggio, chiamati a cercare indizi dai resti del rogo che alle quattro del mattino ha illuminato il cielo sopra il quartiere di Pieve Modolena. Un incendio avvenuto nel piazzale retrostante la concessionaria Citroën Autoluna, storica insegna del gruppo di Claudio Campani, imprenditore rimasto a sua volta sconcertato dalla notizia del rogo sulla cui origine dolosa sembrano esserci pochi dubbi.
Le quattro auto erano usate ma pronte per essere vendute. Erano ferme da diverso tempo, parcheggiate all’aria aperta e lontane da strutture.
Ad accorgersi della colonna di fumo, alzatasi nel cuore della notte, è stata una guardia giurata che passava come da programma davanti alla concessionaria. Subito è partita la chiamata ai vigili del fuoco, che hanno inviato una squadra per domare l’incendio che aveva intaccato le quattro macchine. Un rogo non facile da spegnere, che ha distrutto la parte anteriore di due auto e la parte posteriore delle altre due vetture parcheggiate poco avanti.
Un primo evidente indizio sulla localizzazione dell’innesco o degli inneschi dai quali sono divampate le fiamme. Risposte certe però per ora non ce ne sono, si attendono i riscontri della scientifica.
In queste ore si punta principalmente a chiarire la dinamica e le cause dell’incendio. Certo è che l’ipotesi prevalente del dolo ha un forte impatto in una città come Reggio, colpita in passato da decine di episodi simili considerati poi reati spia e finiti sul tavolo dell’antimafia.
Le auto andate ora a fuoco erano lontane dall’entrata canonica usata dai clienti per recarsi nella concessionaria. Si tratta infatti di uno spicchio di piazzale ricavato tra via Fratelli Cervi e viale Martiri di Piazza Tien An Men, non in vista e raggiungibile anche dal campo retrostante, poco coperto dal sistema di video sorveglianza, le cui immagini saranno vagliate dalla Squadra Mobile, così come quelle di altri sistema attivi nel quartiere alle porte del centro di Reggio, già in passato scenario di episodi legati alla criminalità organizzata o rimasti irrisolti, come quello degli spari che nel 2016 colpirono un ristorante, un bar e un furgone proprio dell’Autoluna. Intanto il sostituto procuratore Marco Marano ha aperto un’indagine contro ignoti: fascicolo nel quale confluiranno tutte le informative in attesa anche di eventuali testimoni. —
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