Ma Cangiari non è più ambientalista del Consorzio
Il presidente dell’Irriguo di Bibbiano replica a Europa Verde (via avvocato)
il dibattito
Riceviamo questa richiesta di rettifica.
Sono stato incaricato dal Consorzio Irriguo di Bibbiano, nella persona del presidente Matteo Govi, che pure sottoscrive la presente per conferma e ratifica del suo contenuto, di contestare l’articolo apparso sul quotidiano Gazzetta di Reggio, edizione del 4 agosto 2020, dal titolo “Consorzi incapaci di gestire un canale figuriamoci la diga” a firma del signor Cangiari.
Matteo Govi, solo da qualche mese incaricato alla Presidenza del Consorzio irriguo di Bibbiano, osserva innanzitutto che prima di sbeffeggiare e ridicolizzare chi per centinaia di anni (dal 1344 - e quello di Bibbiano non è il consorzio più antico), si è preso cura del territorio attraversato dal “canale”, sarebbe bene conoscere realmente i fatti.
Partiamo con alcune considerazioni: innanzitutto la media val d’Enza è per la stragrande maggioranza formata da aziende agricole familiari che ancora oggi si prendono cura dei prati stabili utilizzano l’acqua di qualità derivata da Enza e dalla galleria filtrante, di proprietà del Consorzio Irriguo di Bibbiano, per l’irrigazione. Contrariamente a quanto affermato, non si vuole produrre più Parmigiano Reggiano (i piani produttivi decisi dal Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano vanno in ben altra direzione). L’intenzione è quella di continuare a farlo come si è sempre fatto (Bibbiano La Culla ... ), con i foraggi e le erbe dei loro prati. Non è intenzione del Consorzio standardizzare e rendere banale un’eccellenza di livello unico al mondo (solo nella media Val d’Enza si produce il Re del formaggio da Prato stabile polifita - con oltre 100 erbe-essenze per ettaro), e per farlo è necessario avere le acque pulite del “nostro” torrente che in quanto tale ha per definizione, piene violente e improvvise secche altrettanto estreme (e già di per sé questo è motivo per cui la Diga serve). Solo infatti con la costruzione della Diga di Vetto si possono ottenere benefici plurimi che vanno dagli Appennini al Po, dal bambino all’anziano, dall’agricoltura all’ambiente. Mai è stata intenzione del Consorzio volerla gestire, non è compito suo. Vero è che esiste un accordo di gestione con La Bonifica Emilia Centrale (di cui l’autore del contestato articolo è anche consigliere), da cui il Consorzio deriva anche una parte dell’acqua, ma ne paga lautamente ogni metro cubo e nel canone vi è compresa gran parte del relativo costo. Si irriga da maggio ad agosto/settembre (per 5 mesi), e poi quando vi è acqua, ovviamente, quindi il costo dei dipendenti della Bonifica Emilia Centrale non è certo addebitabile per tutti i 12 mesi al Consorzio Irriguo anche perché gli stessi lavorano per tutto il territorio Comunale e contemporaneamente anche per altri enti pubblici e privati. In ogni caso la convenzione scadrà a fine 2021 e non è per nulla scontato che verrà rinnovata. Sta di fatto che la galleria filtrante del Consorzio regala - ogni anno - circa 1 milione di metri cubi di acqua in più di quanto viene utilizzato per irrigare, dove vivono le trote, e lo fa tutto l’anno svolgendo un servizio ambientale non indifferente nei territori attraversati.
Ebbene a questo punto sorge spontanea una domanda: l’autore dell’articolo è a conoscenza di quanto ha ricevuto il Consorzio Irriguo negli anni? La risposta è zero, nulla, niente. Viene dato per scontato che il Consorzio Irriguo di Bibbiano debba regalare il milione circa d’acqua, quando invece paga la derivazione dell’acqua dal torrente Enza alla Regione Emilia Romagna. Gli scoli inoltre sono sempre stati gestiti - prima della convenzione - a spese del Consorzio, senza ottenere contributi né dai Comuni, né dalla Provincia, né dalla Regione e né dalla Bonifica (ora Emilia Centrale e prima altre Bonifiche con diverse denominazioni). Ora finalmente gli scoli vengono gestiti da chi è pagato per farlo, ossia la Bonifica Emilia Centrale (tramite la riscossione del “contributo di bonifica” dai cittadini e imprese - compresi i soci del Consorzio Irriguo di Bibbiano - utilizzatori de l servizio).
Ebbene, alla luce delle suesposte precisazioni, sempre l’autore dell’articolo in questione è veramente convinto di essere più ambientalista del Consorzio Irriguo? Sicuramente sarebbe stato ben più utile e doveroso informarsi meglio, prima di “sparar” sentenze senza sapere realmente i fatti.
Massimo Viappiani
avvocato
Matteo Govi
Consorzio Irriguo Bibbiano
Se l’avvocato Viappiani e il signor Govi ritengono che in quello scritto vi fossero gravi imprecisioni, loro invece commettono una chiara precisione. Lo fanno quando indicano il signor Cangiari come “autore dell’articolo in questione”. Si tratta infatti di una Lettera inviata alla Gazzetta. E che la Gazzetta – considerata la persistenza della polemica sulla Diga di Vetto – ha infatti rubricato come “Il Dibattito”. (GdR)
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