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Piange ma non ammette e lo spacciatore 22enne rimane ai domiciliari

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Rimane agli arresti domiciliaari il 22enne Dabre Faride Cheick Rahim (originario del Burkina Faso) che mercoledì è finito nei guai perché trovato in possesso di 180 grammi di marijuana.

La conferma della misura cautelare è stata decisa in tribunale a Reggio Emilia – ieri mattina – dal giudice Silvia Guareschi al termine dell’udienza di convalida dell’arresto in cui il giovane africano, fra le lacrime, ha giustificato tutta quella “maria” con l’uso personale, spiegando d’averla comprata a buon prezzo mercoledì pomeriggio a Modena, da qui l’acquisto di un quantitativo maggiore del solito.

Motivazione che non ha convinto granché il magistrato giudicante, visto che poi ha avallato la richiesta del pm Marco Marano (titolare del fascicolo) focalizzata sugli arresti domiciliari.

Ristretto a Rubiera a casa dei familiari, il 22enne – difeso dall’avvocatessa Alessandra Bonini – attenderà di essere processato il 17 settembre.

Rahim ha precedenti penali, riferiti a quando era minorenne.

Sono circa le 19 di mercoledì quando i poliziotti della squadra mobile di Modena ritengono d’intervenire a Rubiera. Controllo con perquisizione che dà i suoi frutti: l’africano ha con sè quasi due etti di marijuana (per la precisione 180 grammi) e 245 euro in contanti che vengono ritenuti velocemente provento dello spaccio di stupefacenti. Il giovane era stato pedinato, perché già a Modena le sue mosse sospette non erano sfuggite agli agenti. —

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