Bandiera, inno carroccio... Roba in prestito
Il movimento leghista ebbe un'origine e un impeto prealpino e solo dopo - come l'acqua la va alla Bassa - slittò anche per gravità spiovente verso il Po, vena che segna soltanto una porzione degli astratti domini della Repubblica del Nord. Se quindi Bossi e i colonnelli, dentro e fuori Cerchio Magico, nulla c'entrano col vecchio e grigio Eridano, neanche possono essere immaginati padani un Tosi o uno Zaia che stanno nel bacino dell'Adige il primo e del Piave e Livenza il secondo. Padani col binocolo.
Eppure il grande fiume italiano ha rappresentato l'unico elemento connettivo liquido fra le troppe e tante diversità della geografia leghista. Che c'entrano Cuneo con Adria, Mantova con Domodossola, Pomponesco con Grado?
Bandiera, inno, Alberto da Giussano, Carroccio, camuni, tutta roba presa in prestito. L'unico elemento fisico e dunque realistico è il Po. Si racconta che all'hotel Cristallo, Cerese di Virgilio (area nativa del Poeta che traslocando a Roma tradì la causa gallo-cisalpina secondo il criterio intellettuale leghista), Bossi venne colto dall'illuminazione.
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