«Gps antifurto negli alveari a contrasto dei raid notturni»
Il dispositivo satellitare rende possibile all’apicoltore derubato di localizzare dove i ladri si stanno dirigendo con le arnie arraffate per il mercato nero
REGGIO EMILIA
Ma come possono gli apicoltori reggiani difendersi da un assalto simile alla loro attività? Il presidente nazionale della Fai ha illustrato più soluzioni: «Questo fenomeno deve essere contrastato con gli strumenti adatti – ha spiegato Raffaele Cirone – oltre a quelli già disponibili come ad esempio polizze assicurative, videosorveglianza, arnie con antifurto e tracciamento satellitare».
Viene indicato come molto efficace specialmente il dispositivo satellitare di sorveglianza delle arnie (in commercio ve ne sono di diversi operatori), con piccoli gps che entrano in azione non appena l’arnia viene spostata, permettendo così all’apicoltore di seguirne in tempo reale – sul suo telefonino – i movimenti, localizzando dove i ladri si stanno dirigendo.
Un modo efficace per cercare di recuperare la refurtiva, con l’aiuto delle forze dell’ordine da allertare nonché mobilitare in fretta.
Su quanto sta accadendo anche nella nostra provincia è arrivato tempestivo l’allarme lanciato dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Reggio Emilia , attraverso l’imprenditrice Anna Ganapini: «La situazione è molto grave, sono stati numerosi i furti messi a segno dall’inizio dell’anno – ha spiegato – nonostante in molti casi le arnie siano riconoscibili perché marcate a fuoco con acronimo del proprietario e ogni postazione è registrata all’anagrafe apistica nazionale con relativo codice e numero di alveari presenti. Ma questo non scoraggia i malviventi. Il danno per l’apicoltore derubato è ingente – ha rimarcato l’imprenditrice – poiché vengono sottratti i cosiddetti nuclei, sciami destinati alla vendita, e le famiglie destinate alla produzione di miele. Che si aggiungono al valore della produzione stessa che verrà a mancare. Il danno è anche indiretto, ma pesantissimo, perché la presenza delle api garantisce un ecosistema in equilibrio e l’impollinazione di tante specie vegetali importanti. Il modus operandi dei ladri è sempre lo stesso: entrano in azione di notte, poichè gli alveari si spostano quando le api non volano, normalmente in zone scarsamente abitate se non isolate da abitazioni o in aperta campagna. Sul posto non lasciano tracce. Chiediamo perciò – ha concluso Anna Ganapini – più controlli delle forze dell’ordine nelle zone rurali, da tempo assediate da malviventi che rubano di tutto. Ma chiedo anche a chi vive presso degli apiari e alle aziende agricole che ospitano gli alveari sul proprio terreno, di comunicare ai proprietari degli alveari eventuali movimenti sospetti. Sono segnalazioni preziose per cercare di stroncare un fenomeno che sta fortemente penalizzando le attività sul nostro territorio». —
t.s.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google