Reggio Emilia, la rabbia dei parenti di Hui: «Dopo un anno dal suo omicidio dobbiamo ancora avere giustizia»
La rabbia di amici e parenti della barista uccisa a soli 23 anni: «Al dolore della perdita si somma quello creato dallo Stato»
REGGIO EMILIA. Chiedono giustizia, una sentenza che allevi in qualche modo il loro dolore, una pena commisurata al tremendo gesto dell’assassino. C’è molta rabbia e delusione nelle parole dei parenti e degli amici di Hui Zhou, la barista di 23 anni uccisa a coltellate l’8 agosto del 2019 nel bar Moulin Rouge dell’ex Foro Boario da un marocchino di 35 anni, Hicham Boukssid, ora in carcere a Ferrara.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.39180812:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/reggio-emilia-la-zia-ricorda-hui-zhou-uccisa-a-23-anni-nell-anniversario-della-morte/130921/131425]]
E le ragioni della loro frustrazione stanno proprio negli sviluppi del processo che coinvolge l’omicida, catturato dai carabiniere dopo diversi giorni di fuga dall’assassinio. La perizia eseguita sul criminale, infatti, parla di seminfermità mentale e vizio parziale di mente, ma il magistrato giudicante Marco Marano ha chiesto – ottenendolo dal gip Luca Ramponi – un ulteriore incidente probatorio. Ma mentre l’iter giudiziario prosegue, racconta un’amica di Hui presente alla commemorazione organizzata sabato al cimitero di Rivalta, dov’è sepolta la 23enne, «la famiglia aspetta ancora giustizia».
Parole confermate anche dalla zia di Hui: «Al dolore della perdita di un familiare che per noi era un tesoro si aggiunge quello creato dallo Stato, non dandoci giustizia. È passato un anno e non c’è un risultato che possa consolare la famiglia, e adesso dobbiamo affrontare anche i problemi economici, per le spese legali che non siamo ancora riusciti a pagare del tutto e per quello che abbiamo dovuto fare dopo la morte di Hui. Vogliamo ancora capire come lo Stato intenda darci giustizia, in questo Paese democratico non può succedere una cosa del genere».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.39180809:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/reggio-emilia-un-anno-fa-mori-hui-zhou-gli-amici-basiti-dalle-giustificazioni-dell-omicida/130908/131412]]
A ritornare sull’argomento e sul ricordo della giovane, dopo aver tradotto il discorso in cinese della zia di Hui, è ancora l’amica: «Per me era come una sorella che è sempre stata gentile, carina e generosa con tutti, non capisco perché ci siano delle persone che vogliono togliere la vita a una creatura così. Quello che è accaduto qui potrebbe accadere anche ad altre persone e non vorrei che l’ingiustizia in Italia continui, chiediamo che lo Stato dia risposte alla famiglia e ai cittadini. Non vogliamo più vedere quello che è successo a Hui. Per me è stato molto doloroso, pensavo che avrebbe avuto un futuro meraviglioso e invece è finita in questo modo. Speriamo ancora nella legge».
Un appello allo Stato viene lanciato anche da Pia Ghizzoni, ex insegnante di Hui, anche lei presente al cimitero di Rivalta: «Una bambina non sogna da grande di essere uccisa per amore, bisogna che queste cose non continuino ad accadere e che anche per Hui ci sia una giustizia. Non perché uno vuol essere cattivo contro chi ha fatto qualcosa ma giusto, questo si, per chi ha tolto la vita a qualcun altro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
