Gazzetta di Reggio

Reggio

LE ASSISTENTI FAMILIARI 

Un’ordinanza della Regione per il rientro delle badanti

Luciano Salsi

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REGGIO EMILIA

Negli ultimi giorni il dibattito sulle misure anticovid si è spesso concentrato sulla protezione degli alunni alla riapertura delle scuole. Le vittime del coronavirus, però, hanno un’età media di 80 anni. La Regione, con una recente ordinanza, impone tamponi e quarantena alle badanti provenienti da nazioni, perlopiù dell’Europa orientale, meno colpite dell’Italia ma soggette a un vistoso aumento dei contagi. Lo scopo è tutelare i tanti anziani affidati alle “assistenti familiari”. Nella nostra provincia ce ne sono ben 7.600 regolarizzate, senza contare le molte che lavorano in nero. Il numero sale a 61mila se si considera il territorio regionale su cui si applica il provvedimento.

In agosto molte lavoratrici trascorrono le ferie nel loro Paese. Ammesso e non concesso che le loro autorità permettano il ritorno in Italia, sono tenute a darne comunicazione preventiva all’azienda sanitaria del luogo in cui lavorano. All’arrivo in Italia, sia negli aeroporti che nelle autostazioni, saranno sottoposte al tampone naso-faringeo praticato da personale sanitario. Lo stesso accertamento sarà compiuto qualora il viaggio sia effettuato con altre modalità, che la badante o la famiglia dell’assistito sono tenute a comunicare. In caso di referto positivo sarà disposto l’isolamento nelle strutture alberghiere messe a disposizione dalle Asl o il ricovero ospedaliero, sulla base delle condizioni cliniche della badante. Se, invece, l’esito del tampone sarà negativo, rimarrà l’obbligo dell’isolamento domiciliare per 14 giorni con un rigoroso protocollo di sicurezza da verificare con controlli a campione.

È poi previsto un secondo tampone di verifica, che sarà effettuato dopo 7-10 giorni dal primo, per avere conferma dell’esito. Tale periodo di quarantena potrà essere trascorso nel domicilio della persona accudita se tale alloggio presenta caratteristiche tali da garantire l’isolamento. Dovranno però essere rispettate tutte le regole legate al protocollo di sicurezza (distanziamento, mascherina, guanti, misurazione della temperatura, igiene della persona e sanificazione degli ambienti domestici) a cui saranno sottoposti tutti i componenti della famiglia presso cui la badante alloggia.

Se queste condizioni non ci sono, l’assistente familiare dovrà trascorrere la quarantena in un albergo convenzionato a spese del datore di lavoro. Quello delle badanti è un lavoro tanto prezioso quanto delicato, svolgendosi a stretto contatto con persone fragili che presentano il più alto rischio di contrarre il virus in una forma grave o letale. Perciò l’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, ha deciso di affrontare il problema con rigore. «È un passo necessario – spiega l’assessorato – dettato anche dalla consapevolezza che la percentuale dei positivi negli ultimi 30 giorni relativa ai rientri dall’estero è pari a circa l’11%, e che tra questi casi ci sono naturalmente anche le assistenti familiari». —



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