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Colpisce il fratello dopo una violenta lite: lì nel 2012 venne ammazzato Abbo

Elisa Pederzoli
Colpisce il fratello dopo una violenta lite: lì nel 2012 venne ammazzato Abbo

Denunciato per lesioni aggravate un 68enne di San Martino in Rio. Operato alla testa il parente per le ferite riportate

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CORREGGIO
Brutale epilogo per una violenta lite scoppiata tra due fratelli, a Lemizzone di Correggio: il più giovane è stato colpito alla testa con un rastrello, tanto da finire all’ospedale per le gravi ferite riportate. Per lui è stato necessario anche un intervento chirurgico e per qualche ora è rimasto in prognosi riservata. Il fratello ora deve rispondere di lesioni aggravate.

LA LITE
Il violento episodio è avvenuto mercoledì scorso, verso le 11.30. Gli accertamenti dei carabinieri della locale stazione, sono attualmente in corso per cercare di fare piena luce sull’accaduto. Ma dai primi accertamenti, risulta che tra il fratello maggiore, Mario Silingardi, 68 anni, e il minore Leo, 66 anni, sia scoppiata una discussione per questioni legate ai terreni e alle proprietà. Di certo, c’è che dalle parole si è passati ai fatti. E secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, sarebbe stato Mario a colpire Leo con un rastrello. All’apice di quella discussione che è rapidamente sfociata in un litigio evidentemente molto acceso tra i due.
Le conseguenze per il 66enne sono state piuttosto serie.

I SOCCORSI
Sul posto sono arrivati i mezzi di soccorso che hanno trasferito Silingardi al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. Dopo gli accertamenti del caso, i medici hanno ritenuto necessario sottoporlo a un intervento chirurgico alla testa, a causa delle lesioni riportate. Per qualche tempo, è rimasto in prognosi riservata data la gravità della situazione. La situazione però per fortuna sta migliorando e attualmente l’uomo è ricoverato in Medicina d’urgenza e la prognosi è stata sciolta. Resta il grave episodio, che ora costa al fratello Mario una denuncia per lesioni aggravate.

NEL 2012
Impossibile non ricordarsi che proprio qui, il 9 luglio del 2012, venne ucciso il fratello maggiore di Mario e Leo, Aldo, chiamato da tutti “Abbo”. Un omicidio che da queste parti nessuno ha mai dimenticato, per la violenza con il quale è stato compiuto e perché non è mai stato risolto.
Fu un delitto atroce quello che si consumò quell’estate e che purtroppo ancora non ha un colpevole. A fare la tragica scoperta del corpo senza vita del 78enne fu il fratello Leo. Lo era andato a cercare in campagna, ma senza trovarlo. Quindi era entrato nella cascina in cui l’anziano viveva da solo: lo aveva trovato in cucina, riverso sul pavimento in un lago di sangue. Alla testa evidenti ferite.
Cosa era accaduto lo avrebbero accertato i carabinieri: Abbo era stato colpito con una seggiola di legno. Così tante volte da trovare la morte in quel modo atroce.
Ogni ipotesi venne vagliata. Anche quella della rapina finita male, dato che il portafogli dell’uomo non è più stato trovato. A distanza di otto anni restano solo ipotesi, congetture su quanto avvenne. Nessuna certezza, mai un colpevole per la morte di Abbo. —
 

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