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È allerta per le badanti di rientro dalle ferie «Ci saranno difficoltà»

Luciano Salsi
È allerta per le badanti di rientro dalle ferie «Ci saranno difficoltà»

La Caritas di Reggio Emilia parla di «timori ad assumere persone provenienti da Paesi ad alto contagio» mentre la Regione invita al confronto

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REGGIO EMILIA

La maggior parte delle badanti straniere proviene da Ucraina, Romania, Moldavia, Bulgaria e Bosnia-Erzegovina, ma ce ne sono anche del Marocco e di altre nazioni. Da sempre queste lavoratrici trovano nei sindacati e nelle associazioni di volontariato, soprattutto del mondo cattolico, un aiuto a sistemarsi e regolarizzarsi.

«Il problema dei controlli e della quarantena – riferisce don Giuseppe Dossetti, fondatore del Centro italiano di solidarietà – si porrà più avanti, quando le badanti avranno terminato le ferie e rientreranno in Italia». La Caritas ha una conoscenza indiretta del problema, dal momento che qualche assistente familiare è dovuta ricorrere alla sua assistenza avendo perso il lavoro nella fase più critica del confinamento. Si tratta, però, di casi sporadici.

«Sono molto più numerose – spiega Isacco Rinaldi, responsabile dell’ente assistenziale diocesano – le famiglie che stentano a trovare una badante. Peraltro si sta diffondendo il timore di assumere persone provenienti da nazioni in cui il contagio sta dilagando. Il problema si porrà in settembre, al termine delle ferie che queste persone trascorrono ordinariamente nel loro paese». I sindacati temono grosse difficoltà per le famiglie e le badanti quando, al rientro in Italia, si dovranno fare i conti con l’ordinanza regionale.

L’assessore Raffaele Donini risponde alle loro critiche dichiarando: «La Regione Emilia-Romagna è sempre pronta al dialogo, su ogni tema, con le parti sociali. Per questo spero che l’incontro con i sindacati abbia luogo in quanto indispensabile e necessario per condividere l’organizzazione e i protocolli di sicurezza sanitaria riferiti alla quarantena dei lavoratori e delle lavoratrici rientranti dall’estero, con particolare riferimento alle badanti».

L’assessore sottolinea che la Regione ha sempre considerato questo problema con la massima attenzione «nel quadro generale della gestione dei rientri dall’estero», le cui linee sono dettate dal Governo. Cita, a tale proposito il decreto dell’11 giugno che impone a chi entra in Italia l’obbligo di indicare l’abitazione in cui trascorrere il periodo di isolamento fiduciario. Il 13 luglio è poi seguita l’ordinanza regionale che intensifica i controlli.

«Non c’è mai stata – insiste Donini – alcuna sottovalutazione. Al contrario, quello dei rientri dall’estero è un tema che è stato sempre tra le priorità nella gestione dell’emergenza. Anzi, la quasi totalità dei casi positivi riscontrati in coloro che rientrano dall’estero si è verificata già in isolamento domiciliare ed è frutto dell’importante azione di contact tracing svolta sul territorio Rinnovo quindi l’invito ai sindacati ad incontrarci al più presto. Presenteremo le nostre proposte, ascolteremo le loro valutazioni e, come sempre, troveremo una soluzione condivisa nell’interesse della salute dei cittadini». —



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