Mascherine obbligatorie L’ordinanza fa litigare Lega e sindaca Malavasi
Il consigliere Riccardo Rovesti accusa il Comune di aver fatto un provvedimento vessatorio Malavasi replica: «Intervento sconcertante e superficiale»
correggio
Scontro tra Lega e sindaca Ilenia Malavasi sull’ordinanza che obbliga i cittadini all’uso della mascherina tutti i giorni dalle 18 alle 2 del giorno successivo, su tutto il territorio comunale. Il capogruppo di “Coreggio siamo noi”, Riccardo Rovesti giudica «privo di buon senso» il provvedimento in quanto, secondo il leghista, «l’attuale situazione epidemiologia del distretto Correggese e in generale della provincia non manifesta alcuna criticità». Ironizza sul fatto che secondo la sindaca «il virus è serale è minaccia la salute dei correggesi solo dalle 18 alle 2 del mattino» e critica il fatto che non siano state delimitate le zone nella quali si concentra la movida come invece avvenuto con l’ordinanza del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.
Rovesti conclude affermando che la guardia contro il Coronavirus deve restare alta «ma siamo contrari al terrorismo – afferma – e a provvedimenti che colpiscono tutti i cittadini indistintamente. Il sindaco individui le eventuali zone a rischio assembramento e circoscriva ad esse l’obbligo di utilizzo della mascherina». Il capogruppo di Correggio siamo noi ha infine chiesto che la questione ordinanza venga discussa in consiglio comunale.
La risposta della sindaca Malavasi non si è fatta attendere. «Un intervento sconcertante – afferma la sindaca – che, in mancanza d’altro, contribuisce a definire ancora una volta la qualità delle proposte e delle idee di persone che avrebbero voluto amministrare la nostra città, senza fortunatamente incontrare il consenso dei cittadini. Sono sempre gli stessi che hanno contrastato inizialmente la chiusura del pronto soccorso, che hanno dichiarato di essersi sentiti lesi nei loro diritti per essere stati privati della loro libertà, che hanno chiesto una commissione d’inchiesta sulla casa protetta, che hanno dichiarato, in coerenza con il loro leader, che il virus non esiste e che è stato portato qui da qualche profugo, sopravvissuto alla traversata del Mediterraneo, insomma “il virus non esiste, poi esiste, anzi no, anzi sì” e così via. Sono sempre loro che in base alle diverse situazioni, la pensano sempre diversamente. Ma è mai possibile? Qui stiamo giocando una partita delicata e la prudenza non è mai abbastanza». Malavasi spiega di aver notato spesso, nelle ultime settimane, assembramenti nei luoghi più frequentati del centro «di persone che non rispettavano il distanziamento e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Mi sono spesso stupita – prosegue – nell’osservare così poco rispetto delle regole che in questo momento continuano ad essere le uniche “armi” in grado di tutelare la salute di tutti». E per questo Malavasi ha fatto l’ordinanza. Che – spiega – non vuole essere punitiva. «Qui – dice – non si accusa la movida, né si negano azioni individuali o attività sportive, anzi si invita proprio la città a divertirsi e a godersi l’estate in sicurezza. Già il solo citare il caso dell’ordinanza di Reggio Emilia significa non aver minimamente conoscenza delle specificità e delle peculiarità del territorio correggese, dei luoghi dove avvengono gli assembramenti e di quelli maggiormente frequentati dai cittadini». E conclude: «Rovesti non capisce quale partita stiamo giocando, quali valori e quali fragili risultati stiamo difendendo, tra cui la necessità di far ripartire il paese, di riaprire le nostre scuole e i nostri servizi, a favore delle famiglie e di tutta la popolazione. Non possiamo permetterci una nuova chiusura per colpa di comportamenti irresponsabili di alcuni. Non se lo può permettere Correggio, non se lo può permettere il nostro paese». —
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