Nata come dogana di confine vi si stabilì la polizia partigiana
L’edificio venne eretto nella prima metà dell’Ottocento da Francesco IV È stato anche una casa privata e quindi un albergo per i ricchi reggiani
la storia
La Gabellina nasce, come il nome ricorda chiaramente, come dogana di confine, come luogo in cui i commercianti che transitavano dovevano pagare la “gabella”, l’imposta dovuta al titolare del territorio. L’edificio viene fatto costruire dal duca Francesco IV di Modena nella prima metà dell’800, pensata come sede per i militari che presidiavano la “strada di Toscana” in uno dei suoi snodi cruciali, il passo del Cerreto, da millenni una delle principali direttrici fra Emilia occidentale e il Nord della Toscana e con il mare, con la Lunigiana e con il Tirreno.
Il luogo è strategico, in una strettoia obbligata a pochi km dal passo, e non lontanissima da Collagna. La storia dell’edificio segue quella dell’Italia, fra il 1859 e il 1860 il ducato di Modena viene cancellato dalla prima fase dell’unificazione d’Italia e la funzione di dogana viene meno. L’edificio viene prima usato come abitazione privata e successivamente trasformato in albergo, diventando uno dei luoghi di vacanza prediletto per i ricchi reggiani. Nel frattempo si succedono diverse proprietà, dalle cerretane sorelle Tronconi al parlamentare milanese Angelo Parodi, eletto nel collegio di Castelnovo monti. Parodi lo regala alla nipote Marina che, negli anni ’20 del 1900, lo affitta ad Angelo Zavattini, il padre di Cesare, uno dei più grandi sceneggiatori e scrittori dello scorso secolo. Nei suoi lavori, in molte occasioni Cesare ricorderà i suoi anni giovanili divisi fra la Gabellina e il Cerreto.
Il locale è condotto a lungo da Tina, la sorella di Cesare, assieme al marito Clemente Sentieri e al resto della famiglia. Nel corso della seconda guerra mondiale, per la posizione lungo la statale 63, via di collegamento cruciale sui due versanti della Linea Gotica, la locanda viene utilizzato prima come base di appoggio della Regia Marina Militare; dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e l’occupazione nazista, viene occupata dalle truppe tedesche che vi piazzano un avamposto. Nei giorni della Liberazione viene occupata dai partigiani, che vi stabiliscono la sede della Polizia economica partigiana, prima di tornare all’uso civile. —
Adr.Ar.
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