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Ci sono i “via libera” Pronto ad accendersi il postcombustore contro i cattivi odori

Adriano Arati
Ci sono i “via libera” Pronto ad accendersi il postcombustore contro i cattivi odori

L’impianto da un milione di euro è stato installato dalla Refin Il sindaco: «Obiettivo raggiunto grazie a un lavoro congiunto»

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Si avvicina l’attivazione del postcombustore “cancella odori” della ceramica Refin di Salvaterra. Nei giorni scorsi sono arrivate le ultime autorizzazioni necessarie per la messa in funzione del costoso strumento all’interno dell’impianto ceramico della zona artigianale di Salvaterra, in via I° Maggio, dove da anni vi sono problemi legati agli asprissimi olezzi generati dalle varie fasi della lavorazione ceramiche con le nuove tecnologie di stampa digitale.

Da tempo il gruppo Concorde, di cui fa parte la Refin, aveva attivato il percorso per installare un postcombustore, unico apparecchio in grado di dare risultati concreti, come già sperimentato alla Graniti Fiandre di Castellarano e alla Rondine di Rubiera. Perché si potesse partire materialmente, dopo una serie di test, erano necessari via libera della Regione e dell’Arpae.

«Il prossimo obiettivo è quello dell’entrata in funzione del postcombustore entro il mese di settembre, per dare una risposta efficace e, ci auguriamo, risolutiva», annuncia il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi. Il primo cittadino rivendica il lavoro fatto per accelerare i tempi: «Grazie al forte interessamento che come amministrazione abbiamo messo in campo presso l’Arpae, in tempi abbastanza celeri è arrivata l’autorizzazione necessaria, era per noi una priorità che abbiamo seguito da vicino», sostiene. «Questo risultato si deve all’attività congiunta tra Comune e impresa, che si è sempre dimostrata sensibile al problema, azione orientata ad ottenere il via libera nel minore tempo possibile, compatibilmente con la complessità degli approfondimenti necessari».

I disagi presenti a Salvaterra da alcuni anni sono dovuti alle sostanze usate per la stampa digitale delle piastrelle, ormai introdotta in gran parte delle ceramiche. Una procedura più efficace e rapida che richiede l’uso di inchiostri particolari: a determinate temperature, e a contatto con altri prodotti, il risultato è davvero sgradevole all’olfatto. Quello della Refin non è un caso isolato, anzi, diverse realtà di primo piano si sono dovute confrontare col tema e alla fine l’unica soluzione realmente efficace sembrano essere i postcombustori, impianti da oltre un milione di euro che vengono sistemati nelle ciminiere di scarico, da decenni impiegati nella lavorazione dei pellami. Questi impianti sono in grado di sviluppare temperature elevatissime, vicine ai 900 gradi centigradi; un calore sufficiente a cancellare ogni proprietà delle sostanze che evaporano, rendendole quindi inodori.

Il gruppo Mirage già nel 2019 aveva avviato le procedure per montare gli strumenti. A rallentare il tutto, è arrivata la pandemia e la sospensione di molte attività produttive. Anche le sperimentazioni e le operazioni di collaudo sono state interrotte e sono poi riprese a maggio. Ora è il momento di quella che dovrebbe essere la svolta risolutiva. —

Adriano Arati

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