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Dalle truffe online al riciclaggio Sette persone denunciate

M. F.
Dalle truffe online al riciclaggio Sette persone denunciate

Specialisti del raggiro in rete, “ripulivano” il denaro attraverso carte prepagate Hanno tra 28 e 58 anni, uno di loro è reggiano: i colpi messi a segno in tutta Italia

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SAN POLO

Un fenomeno che, purtroppo, si moltiplica e che nasconde spesso bande criminali che fanno del raggiro un’attività sistematica e che garantisce introiti notevoli: è quello delle truffe online.

L’ultimo episodio rivela un aspetto di questo tipo di reati che compone il puzzle del modus operandi dei malviventi specializzati nel crimine in rete: ovvero come viene riciclato il denaro ricavato dalle truffe fantasma, per evitare di incorrere nelle maglie di controlli incrociati che metterebbero la parola fine al racket.

I carabinieri di San Polo hanno denunciato sette persone (di età compresa tra i 28 e i 58 anni), tra le quali un 50enne reggiano, che si muovevano, virtualmente e non, tra la provincia di Palermo e quella di Cuneo, passando anche per la provincia di Reggio Emilia, proprio per riciclare gli introiti di vendite fantasma. Come? Tramite l’utilizzo di carte prepagate.

L’escamotage era sempre lo stesso e ormai noto: annunci esca sui siti di e-commerce dove venivano messi in vendita, in questo caso, trattori e attrezzi agricoli, che poi non venivano spediti all’acquirente che rimaneva truffato. Non tutte le vittime pagavano l’intero importo, ma il truffatore, come un vero e proprio psicologo, tastava la personalità dell’acquirente: coloro che risultavano più restii venivano comunque convinti a pagare la caparra (di norma dai 400 ai 600 euro) senza ricevere poi nulla.

Incassato il denaro esso, a questo punto, veniva indirizzato a una carta prepagata “madre” con la quale, a sua volta, venivano ricaricate altre carte prepagate, intestate a persone compiacenti. In questo modo si otteneva la “pulizia” del danaro che restava in pronta disponibilità dei truffatori.

Sarebbero centinaia, secondo gli inquirenti, le persone raggirate dalla banda che ha guadagnato introiti accertati per oltre 30mila euro (corrispondenti ad alcune decina di colpi andati a segno), grazie alle vendite fantasma. La punta di un iceberg che ora le indagini intendono svelare.

I carabinieri della stazione di San Polo, al termine di una complessa attività investigativa anche di natura telematica, hanno alla fine messo in luce il meccanismo, denunciando le sette persone, tra cui un reggiano, accusati di concorso di truffa aggravata e riciclaggio. Reati commessi nell’intero territorio nazionale tra aprile e maggio di quest’anno.

L’indagine era partita a fine aprile scorso in seguito alla denuncia di un agricoltore 60enne convinto a pagare 4mila euro per un trattore che poi non gli era stato consegnato. I carabinieri, tramite accertamenti sull’utenza con cui la vittima aveva trattenuto i rapporti, anche tramite Whatsapp, sono risaliti a un 50enne torinese noto per i suoi innumerevoli precedenti specifici. L’analisi dei movimenti della carta prepagata dove erano finiti i soldi a poi portato a identificare complici e compiacenti. —

M. F.

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