Il Parmigiano questa volta si salva dalla scure dei dazi calata da Trump
Italia esclusa dalla lista allargata sui prodotti Ue da colpire Bertinelli: «Restano le tariffe aggiuntive del 25% del 2019»
REGGIO EMILIA
Gli Stati Uniti lasciano invariata in valore la lista dei prodotti europei soggetti ai dazi per gli aiuti illegali ad Airbus, optando per non mettere in atto la minaccia di aumentarli al 100% dall’attuale 15% e 25% e di includere nella lista, che ha un valore di 7,5 miliardi di dollari, altri 3,1 miliardi di prodotti.
Per quanto riguarda l’Italia, nella lista del nuovo round di dazi imposti dall’amministrazione statunitense, non compaiono, come invece si temeva, formaggi, pasta, olio e vini.
SALVO IL PARMIGIANO
Buone notizie quindi per il Parmigiano Reggiano che tira un sospiro di sollievo grazie alla non applicazione di nuovi dazi sui prodotti agroalimentari Made in Italy. Le nuove misure introdotte da Trump colpiscono infatti Francia e Germania, mentre risparmiano Italia, Regno Unito e Grecia. «Non possiamo certo festeggiare perché restano in vigore le tariffe aggiuntive del 25% entrate in vigore lo scorso ottobre - commenta Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano - ma almeno Trump ha risparmiato l’Italia rispetto alla sua ipotesi iniziale di inasprire ulteriormente i dazi. In un momento difficile come quello che stiamo attraversando, sarebbe stato un altro duro colpo per la nostra Dop per la quale gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato estero (dopo la Francia), ed il primo mercato extra Ue con volumi che superano le 10 mila tonnellate di prodotto esportate ogni anno. Lavoreremo in sinergia con Governo e Unione Europea affinché siano eliminate queste barriere al libero commercio che nulla hanno a che fare con la questione del Consorzio Airbus: siamo pronti a fare gioco di squadra con tutti i settori del Food di qualità italiana per vincere questa battaglia, sperando in una drastica riduzione o addirittura in un’eliminazione delle tariffe nel 2021». L’applicazione dei dazi sarebbe risultata deleteria per il Parmigiano Reggiano, ora alle prese con il recupero del prezzo dopo il record negativo segnato a inizio estate anche a causa del blocco del primo mercato estero, vale a dire gli Stati Uniti, congelati per la pandemia da Coronavirus che ha avuto effetti su scala mondiale.
DIPLOMAZIA AL LAVORO
L’Italia tira perciò un sospiro di sollievo per la decisione del presidente Trump di non penalizzare prodotti italiani nella revisione delle liste di merci Ue. Anche la Cia-Agricoltori Italiani ritiene indispensabile continuare l’azione politico-diplomatica che ha portato all'esito positivo odierno e chiede nuove soluzioni negoziali che azzerino la stangata ancora in vigore (+25%) imposta su formaggi, salumi e liquori italiani. «Serve lavorare a livello europeo –spiega il presidente Cia, Dino Scanavino- per salvaguardare il nostro sistema agroalimentare, che soffre a causa delle conseguenze della pandemia. La contrazione dei consumi interni di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola è stato, infatti, un ulteriore colpo per queste eccellenze italiane, già vittime della politica protezionistica Usa nel 18 ottobre 2019.Prima dell’introduzione del dazio, l’annata era stato caratterizzata da un boom di vendite tricolori negli Usa, con 3,9 miliardi di euro e un aumento del 12%, molto maggiore degli altri mercati Ue (media del +2%). Nel 2019 l'Italia ha spedito 4,2 miliardi di euro sul mercato statunitense e il 10% delle esportazioni agroalimentari italiane sono approdate sulle tavole dei consumatori a stelle e strisce. —
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