La comunità di Cavola si ritrova per ricordare il volontario Loris
L’appuntamento è per domani alle 16 al Cavolaforum dopo la messa con il coro, gnocco fritto per tutti i partecipanti
L’EVENTO
Una domenica per ricordare la colonna del paese.
Domani a Cavola di Toano è in programma un momento atteso ormai dalla fine di aprile, dai giorni in cui è morto il 77enne Loris Alberto Ceccati, storico presidente della Pro Loco, volontario, animatore di decine di attività.
La festa è stata organizzata dalla Proloco e dalla figlia Simona Ceccati per rispettare le volontà dello stesso Loris, e si terrà in uno dei luoghi di cui il 77enne era più orgoglioso, il Cavolaforum, il palazzo dello sport polifunzionale usato per tante manifestazioni, fra cui la festa del tartufo.
L’appuntamento è alle 16 di domenica 16 agosto per la messa cantata dal coro parrocchiale, seguita dall’esibizione della banda musicale di Cavola, una delle altre “famiglie” di Ceccati. A seguire, un rinfresco a base di gnocco fritto per ricordare Loris. Per rispettare le normative sanitarie, sarà necessario indossare la mascherina ed è consigliata la prenotazione, chiamando Raffaella al 339-181.7410 e Simona al 338-623.968.
Finalmente, un’intera comunità potrà ritrovarsi per il doveroso congedo a un grande protagonista degli ultimi decenni della vita del territorio.
Ceccati è scomparso alla fine di aprile, quando le restrizioni erano ancora molto severe, in particolare per le cerimonie funebri, e centinaia di amici che avrebbero voluto partecipare alle esequie non hanno potuto rendere il voluto omaggio.
Loris, che aveva lavorato a lungo come cuoco, oltre che nella Proloco era impegnato nella sezione locale degli alpini, nella protezione civile, con la Banda di Cavola, con il coro e ha contributo alle raccolte fondi che hanno portato all’edificazione del Cavolaforum.
Oltre ad essere un riferimento per le altre associazioni, era la persona a cui chiedere un consiglio e un aiuto concreto per sbrogliare qualsiasi impiccio. Grazie all’abilità ai fornelli, veniva poi sempre coinvolto in cene, iniziative private e feste.
Nato a Cavola, aveva lasciato presto il suo paese assieme alla moglie Pasquina, morta ancora giovane anni fa, lavorando nelle cucine di tanti locali piemontesi e lombardi. Appena ne aveva avuto la possibilità, si era trasferito di nuovo a casa con Pasquina riavvicinandosi ai fratelli Erio e Franco. Oltre a Simona, la coppia aveva avuto un altro figlio, Armando Federico, morto nel 2018 a 51 anni dopo tante difficoltà: a inizio millennio Armando aveva avuto un gravissimo problema di cuore ed era stato sottoposto ad un trapianto, una vicenda che lo aveva portato a contatto con la famiglia del donatore. Una storia raccontata nel libro “Il Trattore e la carriola”, uscito pochi anni fa. Oggi un’associazione benefica porta avanti l’eredità morale delle persone coinvolte, grazie alle due famiglie. —
Adriano Arati
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