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Regole più rigide con il ritorno dei contagi scatta la stretta sui rientri e le discoteche

Enrico Lorenzo Tidona
Regole più rigide con il ritorno dei contagi scatta la stretta sui rientri e le discoteche

La Regione dimezza la capienza delle piste da ballo all’aperto. Bonaccini invoca attenzione «a tutela degli stessi giovani»

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

Tampone sì, quarantena no per chi rientra dall’estero. Balli sì ma in discoteche a capacità dimezzata per chi vorrà festeggiare il Ferragosto (e non solo). Badante sì ma con “autodenuncia” all’Ausl.

È una selva sempre più intricata quella nella quale si stanno addentrando giocoforza gli italiani visto l’aumento dei contagi, con tanto di polemiche e relativa satira che dilagano sul web. E gli emiliano-romagnoli non sono da meno, destinatari – oltre che degli ormai Dpcm nazionali – anche delle ordinanze “correttive” scelte dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che in questi giorni sta limando il tiro del governo.

DISCOTECHE

Ieri la nuova ordinanza della Regione per contrastare il Coronavirus centrato sulla movida. Dalle 13 di oggi, infatti, le discoteche aperte sulla base delle norme anti-contagio – quelle al chiuso non hanno riaperto – potranno ospitare al massimo il 50% della capienza normalmente autorizzata. Il decreto firmato ieri da Bonaccini prevede poi l’obbligo di indossare sempre la mascherina all’interno del locale, compreso durante il ballo, ammesso solo in presenza di piste all’aperto. Vita difficile per quanti si erano immaginati balli sfrenati, soprattutto in Riviera. Altra novità che sarà introdotta dall’ordinanza è la chiusura immediata del locale, senza alcun rimando ad ulteriori pratiche amministrative, se viene accertato dagli organi di vigilanza il mancato rispetto delle norme fissate dall’ordinanza stessa. «Vogliamo evitare comportamenti che permettano al contagio di rialzare la testa – affermano Bonaccini e l’assessore al Turismo, Andrea Corsini –. Per questo è necessario rafforzare prevenzione e controlli, un impegno che va di pari passo con lo straordinario lavoro che i servizi sanitari stanno facendo nei territori grazie all’azione di tracciamento dei casi di positività al virus» e «a tutela dei giovani stessi». Dura la risposta del presidente del Silb-Sindacato Italiano Locali da Ballo Emilia-Romagna, Gianni Indino: «Ancora una volta si colpisce un settore che viene identificato come un luogo in cui tutti mali della società convivono».

I Turisti

Vivere pensando al breve termine senza fare grandi programmi sembra ormai la norma. A dirlo anche le recenti disposizioni della Regione Emilia-Romagna per chi rientra o doveva rientrare da Grecia, Croazia, Malta e Spagna. Il ministero aveva previsto tampone e isolamento obbligatorio. La Regione Emilia-Romagna ha limato, prevedendo solo il tampone. Resta quindi l’obbligo di informare le autorità sanitarie per chi torna da quei paesi - asintomatici compresi - attraverso la compilazione del modulo online sul sito della Regione o sulla home page del sito www.ausl.re.it. Per informazioni chiamare il numero 0522.339000, dal lunedì al venerdì 8.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 12.30.

BADANTI

Per quanto riguarda le badanti che rientrano al lavoro e che provengono da Romania, Bulgaria o altri Stati extra Ue o extra Shengen, nel protocollo regionale si specifica che, vista l’attuale situazione epidemiologica, c’è l’obbligo di auto dichiararsi - ai fini dell’autoisolamento di 14 giorni - al Dipartimento di Sanità Pubblica. Una volta ricevuta la comunicazione dall’assistente familiare, il personale del Dipartimento contatterà la persona interessata e pianificherà l’esecuzione del 1° tampone all’arrivo e del 2° tampone al 7°-10° giorno o, comunque, entro la fine del periodo di isolamento.

ARRIVANO I TEST RAPIDI

Intanto la Regione annuncia l’arrivo di test rapidi in autunno in tutti gli ospedali dell’Emilia-Romagna. Esami che impiegano 13 minuti per scovare il virus per circa 10 euro di spesa. Il test sarà somministrato a tutte le persone che entreranno nei nosocomi a partire dai primi di ottobre. Tali esami, affermano da Bologna, sono frutto di una ricerca «unica in Italia». —

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