Gazzetta di Reggio

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L’INIZIATIVA 

Tre classi dello Zanelli si ritrovano per ripercorrere i Sentieri Partigiani

Adriano Arati
Tre classi dello Zanelli si ritrovano per ripercorrere i Sentieri Partigiani

Il racconto dei ragazzi dopo le affascinanti giornate trascorse sull’Appennino  Il 21 agosto è in programma la terza tappa

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REGGIO EMILIA

Sentieri partigiani di classe. Fra luglio e agosto, diversi gruppi di studenti dell’istituto Zanelli di Reggio si sono ritrovati per camminare insieme nell’Appennino reggiano, usando come base per le loro escursioni i Sentieri Partigiani Istoreco, i sedici tracciati definiti negli anni dall’istituto storico assieme a diverse guide Cai, contenuti anche in un’omonima pubblicazione. In compagnia del docente Fabio Bonvincini, alcuni ragazzi di terza, quarta e quinta A hanno fatto due uscite, e ora si preparano a una terza tappa, fissata per il 21 agosto. Il 16 luglio la meta era Villa Minozzo, la zona che da Costabona porta al Monte Penna lungo il “Sentiero di Enrico l’anarchico” dedicato alla memoria di Enrico Zambonini, militante anarchico e partigiano ucciso assieme a don Pasquino Borghi. «Ci muoviamo in otto alle 15.30 circa e seguiamo le non semplici indicazioni per salire al Monte Penna, che raggiungiamo intorno alle 17.30. Restiamo ad ammirare il panorama e a leggere la storia di Zambonini e la sua straordinaria vicenda di combattente e ribelle», è il resoconto dei ragazzi.

Il 22 luglio si è passati a uno dei luoghi più belli dell’Appennino, il lago della Bargetana, meta del “Sentiero del Cane azzurro”. Il nome arriva dalla squadra di sabotatori sovietici che combattè nella montagna reggiana dopo il 1943, assieme ai partigiani italiani. Da Ligonchio si passa alla Presa Alta e da lì alla Bargetana: «La salita lungo la strada della forestale è molto graduale e facilmente percorribile e attraversa un paesaggio bellissimo dentro boschi di faggi degni del Bosco atro dello Hobbit. Dopo due ore e trenta siamo al rifugio Battisti, dove pranziamo con i cibi portati da casa», è il resoconto. Da lì, il gruppo decine di fare «la pausa lunga al lago della Bargetana, dove ci godiamo il fresco dell’acqua nei piedi, il panorama stupendo e la vista del sentiero 00 sopra di noi. Un breve acquazzone ci spinge a ripartire per raggiungere il bosco che ci protegge. Il sentiero in discesa è, se possibile, ancora più bello, per i faggi maestosi, per le ombre e i raggi di sole che penetrano. Ci fermiamo nella discesa per il “momento didattico” e racconto la storia del gruppo di sabotatori del Cane azzurro». —



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