Una domenica di festa col gioco del ruzzolone e visita a castello e scavi
VETTO
Domani i “dighisti” ricorderanno il 31esimo anniversario della sospensione dei lavori della diga di Vetto con un incontro su ciò che resta del cosiddetto “taglione” (lo zoccolo su cui doveva essere costruito l’invaso), alla confluenza tra Lonza ed Enza.
I promotori del “Giorno del ricordo” citano il 16 agosto 1989 come «la tragedia che provocò ai paesi montani e alle terre del Parmigiano Reggiano il blocco dei lavori della diga di Vetto».
Alle 11 di domani dunque sarà posato un mazzo di fiori sul taglione «a ricordo della tragedia» da parte di Lino Franzini, Mattia Reggiani e Umberto Beltrami. Seguirà la spiegazione del punto di vista dei dighisti.
Alle 11.30 saranno infatti illustrati i danni provocati dalla mancata realizzazione della diga: «Trentuno anni di mancati lavori per migliaia di persone; centinaia di milioni di danni da esondazioni; mancati introiti di milioni ai Comuni montani per i sovracanoni idroelettrici; immensi danni alle terre del Parmigiano Reggiano; milioni per il pompaggio delle acque di falda e del Po; mancato sviluppo turistico dei territori montani (niente balneazione, scuole di nautica, agriturismi intorno al lago, campeggio, area faunistica, piste ciclopedonali, pesca, gare di canoa e kayak; svalutazione del patrimonio immobiliare dei paesi montani; spopolamento spaventoso dei paesi montani; mancata riduzione dell’inquinamento per la produzione di energia pulita; mancato miglioramento della viabilità in valle; riduzione dell’uso delle acque del Po per gli usi irrigui».
Alle 13 seguirà il pranzo al Lido di Vetto (prenotazioni 333-4918206).
Per informazioni si può contattare il numero 328-2776268. —
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