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Palladino è accusato di tentato omicidio

leonardo grilli tiziano soresina
Palladino è accusato di tentato omicidio

Il 42enne fa ritrovare alla polizia l’arma con cui ha gravemente ferito il tunisino 33enne che rimane in prognosi riservata

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REGGIO EMILIA. Si aggrava la posizione di Alessandro Palladino, il 42enne di origini napoletane arrestato venerdì sera per l’accoltellamento di via Roma.

L’accusa nei suoi confronti è tentato omicidio: pochi centimetri più in là e la lama avrebbe quasi certamente ucciso il 33enne tunisino vittima della furia del partenopeo. Solo l’operazione d’urgenza eseguita dai chirurghi del Santa Maria Nuova e una buona dose di fortuna – come ammettono gli stessi inquirenti – hanno salvato la vita dello straniero, attualmente ricoverato in terapia intensiva in condizioni stabili ma molto serie. Un coltello è stato recuperato dagli agenti – su indicazione dello stesso Palladino – nei pressi del fatto di sangue. Ora ci sarà da capire se è effettivamente quello usato nell’atto violento.

L’ACCOLTELLAMENTO. L’origine di quello che è solo l’ultimo di una lunga serie di crimini ai quali ormai si sono abituati i residenti del quartiere vicino al teatro Valli, risale alle 17 di tre giorni fa all’incrocio tra via Roma e via Filippo Re, davanti al minimarket pachistano. È qui che Palladino e il 33enne hanno iniziato a discutere pesantemente, prima solo a parole e insulti e poi venendo alle mani. Una rissa che è sfociata in tentato omicidio quando il 42enne ha tirato fuori un coltello a lama lunga pugnalando al petto il rivale, vicino a un capezzolo e a pochi centimetri dal cuore. Quindi la fuga a piedi e Palladino ha solo fatto in tempo a rifugiarsi in casa (abita nei pressi) per poi essere bloccato mentre stava nuovamente uscendo dall’abitazione, sorpreso dal pronto intervento delle pattuglie delle Volanti. Mentre i poliziotti – con grande intuito e tempestività – stavano fermando l’accoltellatore portandolo via, anche il tunisino ha tentato di scappare tamponandosi la ferita al petto con la mano ma la copiosa perdita di sangue lo ha costretto a fermarsi e accasciarsi a terra dopo qualche passo. Medicato sul posto dai volontari di ambulanza e automedica inviati dal 118, il 33enne è stato portato velocemente al Santa Maria dove è stato sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico che gli ha salvato la vita.

Dopo il fermo eseguito dalle Volanti gli investigatori della questura hanno sentito Palladino e in attesa di poter parlare con il ferito – cosa che sarà possibile sono quando le sue condizioni si saranno stabilizzate – hanno sentito i testimoni dell’accoltellamento e controllato le immagini delle telecamere di videosorveglianza di via Roma e via Filippo Re.

LE PROVE RACCOLTE. Nel giro di qualche ora gli inquirenti (titolare del fascicolo è il pm Giulia Stignani) sono riusciti a raccogliere numerosi elementi a carico del 42enne tanto che, nella notte di venerdì, hanno ottenuto l’arresto dell’uomo con l’accusa di tentato omicidio.

Ancora da chiarire, invece, il motivo che ha condotto all’aggressione. Per ora l’ipotesi più probabile è un dissidio legato a questioni di droga, mondo in cui Palladino ha bazzicato spesso in passato collezionando una serie di precedenti specifici. —

leonardo grilli. tiziano soresina. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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