Firmato l’armistizio alla festa dell’Unità I volontari reggiani in trasferta a Modena
Orfani di FestaReggio e di Villalunga, dopo il rifiuto dello scorso anno saranno protagonisti alla kermesse nazionale
REGGIO EMILIA
Magari nei bollenti pomeriggi di lavori potrebbe scappare qualche “testa quadra”, facendo scattare immediatamente un “nuson” di risposta. Del resto, modenesi e reggiani non sono troppo abituati a lavorare insieme: succederà per la prima volta – almeno dal punto di vista politico – tra dieci giorni a Ponte Alto, a Modena, dove il 26 agosto partirà la Festa dell’Unità, che quest’anno si chiamerà “Bella Ciao”.
Un’edizione speciale per due motivi: da una parte la tradizionale festa modenese del Partito democratico coinciderà con quella nazionale – a parte l’ultima settimana, dedicata solo al provinciale – mentre dall’altra ci sarà un’inedita collaborazione tra dem modenesi e reggiani.
Ad attraversare il Secchia per andare a lavorare alla festa di Ponte Alto, infatti, saranno diversi volontari reggiani, “orfani” sia della festa provinciale reggiana, saltata già l’anno scorso per i problemi economici del partito, ma anche della kermesse regionale di Villalunga, che quest’anno non è stata organizzata a causa dell’emergenza Covid-19.
Scelta opposta quella fatta dai dem modenesi, che dopo aver celebrato la prima festa post-lockdown in Italia con la kermesse cittadina, hanno deciso di confermare anche l’appuntamento di Ponte Alto, ottenendo così anche il “titolo” di festa nazionale.
Tornando alla questione reggiana, la decisione di mandare a Modena alcuni volontari rappresenta l’epilogo di una serie di “trattative” partite già l’anno scorso, quando i dem modenesi avevano offerto ai reggiani la possibilità di gestire uno o due ristoranti a Ponte Alto.
Una proposta che, dopo un’accesa discussione all’interno del Pd reggiano, aveva portato a una fumata nera.
Il tema si è poi ripresentato quest’anno, insieme all’ospitalità del Pd modenese: alla fine i volontari reggiani attraverseranno il fiume Secchia, ma non per gestire un “loro” ristorante, bensì per dare una mano tra fornelli e servizio ai tavoli in alcuni dei dieci locali a gestione diretta dei volontari.
Un numero importante, e addirittura superiore a quello dell’anno scorso, quando gli spazi gestiti dai volontari erano nove: ad aggiungersi all’offerta gastronomica quest’anno ci sarà anche un ristorante di pesce, che sarà gestito dai volontari di Modena città, con il supporto dei reggiani (che aiuteranno anche le altre gestioni, a seconda delle necessità).
Per quanto riguarda i ristoranti privati, invece, l’offerta sarà ridotta rispetto all’anno scorso: saranno due le proposte presenti a Ponte Alto, ovvero un ristorante argentino e uno cubano.
Dal punto di vista della ristorazione, insomma, l’assetto della festa non sarà troppo diverso da quello delle ultimi edizioni, anche se gli spazi tra i tavoli e tra le sedie saranno molto più ampi, in modo da rispettare le norme di sicurezza anti-Covid.
Per quanto riguarda gli appuntamenti politici, a Ponte Alto sono attesi diversi big, tra cui probabilmente anche il premier Giuseppe Conte: i nomi saranno svelati domani, quando il segretario provinciale del Pd di Modena, Davide Fava, illustrerà il programma insieme a Stefano Vaccari, ex parlamentare modenese e responsabile Organizzazione del Pd nazionale.
Ma i protagonisti della festa saranno come sempre loro, i volontari, che in questi giorni stanno lavorando duramente per ultimare i preparativi: «Quest’anno non era per nulla scontato essere qui – commenta Davide Fava – ma per noi era importante confermare questo appuntamento e dare un segnale, ovviamente rispettando tutte le norme per garantire la sicurezza ai chi alla festa lavora e a chi la frequenterà. Tutto questo è stato possibile grazie alla risposta spettacolare che abbiamo avuto dai volontari, compresi diversi giovani che sono rimasti qui a lavorare in piena estate: al momento abbiamo un centinaio di persone al giorno che lavorano per completare l’assetto della festa, e per noi è molto significativo che anche gli amici reggiani abbiano deciso di venirci ad aiutare». —
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