«Ha reagito dopo le minacce nei confronti della figlia»
REGGIO EMILIA
L’avvocato difensore Alessandra Bonini ha parlato con i familiari di Alessandro Palladino e ora si accinge ad affrontare l’udienza di convalida dell’arresto al fianco del suo assistito (non l’ha ancora però incontrato) che da venerdì si trova in carcere alla Pulce.
Sui contorni di questo episodio violento, il difensore si sente di dire già qualcosa, anche perché prima di essere bloccato, il 42enne era fuggito per poi raggiungere l’abitazione coniugale e parlare concitatamente con la moglie. «Da quello che so – spiega l’avvocatessa Bonini – lui stava andando a costituirsi in questura quando l’hanno fermato».
La polizia la pensa diversamente, in quanto ritiene di essere arrivata appena in tempo, perché Palladino era intenzionato a lasciare la città per evitare le manette.
E sul movente del fatto di sangue?
«Ha reagito – prosegue il legale – perché aggredito e minacciato, con in special modo minacce rivolte alla figlia di Palladino. Era esasperato». Gli accertamenti in corso della Mobile – guidata dal dirigente Guglielmo Battisti – individuano questioni di droga come motivo scatenante del fronteggiarsi fra i due, con Palladini che poi estrae il coltello, ferendo il nordafricano. «Motivazioni legate allo spaccio di stupefacenti non mi risultano» conclude il difensore. —
T.s.
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