Gazzetta di Reggio

Reggio

Via Fratelli Manfredi 

Spaccano la vetrina al bar del Foro Boario Rubato il fondocassa

Gianluca cantergiani* ; CAPOGRUPPO PD IN CONSIGLIO COMUNALE

Furto al Moulin Rouge: distrutta la vetrata con un tombino I gestori sono cambiati da poco, dopo l’omicidio di Hui Zhou 

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REGGIO EMILIA

Quando sono andati a lavorare hanno trovato la vetrata del loro bar spaccata, l’interno in disordine e il fondocassa sparito. Ad agire, di notte, sono stati dei ladri che hanno messo a segno il colpo ai danni del bar Moulin Rouge, al Foro Boario di Reggio, in via Fratelli Manfredi. Un colpo come tanti: si tratta infatti della classica spaccata. È stato utilizzato un tombino per aprirsi una breccia nel bar, che ha riportato infatti un danno ingente alla vetrata.

I ladri, complice anche l’ora e l’assenza di passanti, hanno avuto poi vita facile. Si sono introdotti nel locale e hanno portato via il fondocassa, un centinaio di euro circa, ai quali i titolari dovranno aggiungere il costo dei danni causati dalla spaccata.

Ora si tratta di studiare le immagini delle telecamere della zona per cercare di capire chi siano i responsabili del furto avvenuto nel bar che ha cambiato gestione dopo la tragica morte della barista 23enne, Hui Zhou, uccisa l’8 agosto del 2019 nel bar da un marocchino di 35 anni, Hicham Boukssid, ora in carcere a Ferrara. Una ragazza ricordata nei giorni scorsi a un nano dal delitto, alla presenza di parenti e amici, frustrati visto lo sviluppo del procedimento che coinvolge l’omicida, catturato dai carabiniere dopo diversi giorni di fuga dall’assassinio. La perizia eseguita sul criminale, infatti, parla di seminfermità mentale e vizio parziale di mente, ma il magistrato, Marco Marano ha chiesto – ottenendolo dal gip Luca Ramponi – un ulteriore incidente probatorio. Dopo il delitto al bar, le attenzioni degli investigatori si soffermarono subito su Hicham, un clandestino spacciatore con diversi nomi falsi utilizzati in passato, frequentatore del bar del Foro Boario da due anni. Con una rocambolesca latitanza l’omicida riuscì a nascondersi per dieci lunghi giorni nel greto del Crostolo, finché nella notte tra il 18 e il 19 agosto si costituì ai carabinieri, facendo rinvenire il coltello. —

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