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il caso 

Pesta la giovane compagna: arrestato

Tiziano Soresina
Pesta la giovane compagna: arrestato

L’operaio 32enne spacca una costola alla convivente perché ha alzato il volume dell’autoradio svegliando il figlio

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

Una serata trascorsa con una coppia di amici in serenità. Poi “qualcosa” cambia nei rapporti fra due conviventi: lui è un operaio 32enne d’origine calabrese, lei ha dieci anni di meno. Una volta a casa – la coppia vive in città – secondo la ricostruzione dei carabinieri scatta la rabbiosa reazione dell’operaio nei confronti della compagna “colpevole”, durante il tragitto di rientro, di aver alzato il volume dell’autoradio e causato il risveglio della figlia dell’uomo.

Urla lancinanti della vittima in piena notte che fanno preoccupare i vicini di casa e così viene lanciato l’allarme al 112. L’equipaggio della sezione radiomobile, intervenuto sul posto, assicura i soccorsi alla 22enne ravvisando a carico dell’uomo gravi condotte violente in conseguenze delle quali finisce in manette. Con l’accusa di lesioni personali aggravate i carabinieri arrestano il compagno. L’origine dei fatti all’una e mezza di notte del 16 agosto quando al 112 giunge la segnalazione di una accesa lite tra una coppia, con urla disperate di una donna che chiede aiuto. Sul posto interviene una pattuglia e i militari soccorrono la donna che poi viene condotta in ospedale in ambulanza: sarà giudicata guaribile in 30 giorni per un trauma toracico chiuso con frattura di una costola. Parallelamente i carabinieri – coordinati dal pm Giulia Stignani – approfondiscono i fatti che individuano nel compagno della donna l’autore delle lesioni causatele a seguito di una lite nata per futili motivi. Viene accertato che i due – conviventi da alcuni mesi – hanno trascorso la serata di Ferragosto in un ristorante unitamente ad una coppia di amici. Al rientro in auto la donna alza il volume dello stereo causando il risveglio della figlia del compagno nel frattempo assopitasi. Una circostanza mal digerita dal convivente che, al rientro, sfoga il “disappunto” pestando la compagna (schiaffi, pugni e calci colpiscono la donna in varie parti del corpo ma in particolare sul costato). Le urla della donna in piena notte allarmano i vicini che allertano il 112, da qui l’intervento. Condotta violenta che, stando alle prime risultanze investigative, non sarebbe un caso isolato. Il 32enne avrebbe almeno in altre quattro circostanze riservato lo stesso trattamento alla compagna che però non ha mai presentato. Ieri mattina se n’è riparlato davanti al giudice Simone Medioli Devoto e nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto l’operaio – difeso dall’avvocato Luigi Colacino (sostituito in aula dalla collega Chiara Carletti) – ha negato d’aver picchiato la compagna, rimarcando che quelle ferite erano state causate da una doppia caduta della donna, prima in piscina, poi lungo le scale. Una ricostruzione che non ha convinto granché il giudice che ha convalidato l’arresto e disposto per l’indagato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna. Se ne riparlerà, in aula, a fine ottobre. —

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