Octopus, chiesto il rinvio a giudizio sono in 68 nel mirino del pm Salvi
A rischio-processo imprenditori, giornalisti, dirigenti sportivi. L’associazione a delinquere è l’accusa più grave per 8 persone
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA
Siamo ancora ovviamente nella fase dei presunti innocenti, resta il fatto che fra pochi mesi entrerà nel vivo in un’aula del tribunale una delle inchieste che negli ultimi ha più scosso l’opinione pubblica reggiana.
Stiamo parlando dell’operazione Octopus che nel giugno 2014 esplose con diversi arresti, per poi deflagrare a tal punto sotto la spinta delle indagini del pm Valentina Salvi (ha coordinato gli accertamenti della guardia di finanza e dei carabinieri) che i nomi nel mirino sono praticamente raddoppiati ed ora saranno 68 le persone che affronteranno l’udienza preliminare davanti al gup Luca Ramponi.
maxi frodi fiscali
Ricostruito dagli investigatori un giro milionario di false fatturazioni e non a caso non pochi atti d’indagine (in special modo intercettazioni telefoniche ed ambientali) sono stati poi girate alla Dda di Bologna che stava lavorando sulla maxi inchiesta di ’ndrangheta Aemilia. Così in questi sei anni di accertamenti il raggio d’azione investigativo si è allargato a non poche società (reggiane e non) ed imprenditori, per un vorticoso giro – secondo l’accusa – di false fatturazioni che poggerebbe anche sul sostegno di un gruppo criminale internazionale. Dovranno ora difendersi in udienza, oltre a diversi imprenditori, anche un commercialista, tre giornalisti, figure inserite nell’ambiente sportivo dilettantistico, personaggi che erano legati alla Cna.
L’ORGANIZZAZIONE
Sono otto le persone accusate di associazione a delinquere, considerate dagli investigatori i vertici di un’organizzazione dedita a un giro di false fatturazioni, riciclaggio e frodi carosello stimato nel 2014 in 33 milioni, con un’evasione di 13 milioni. L’accusa riguarda il volto tv Marco Gibertini (sentito più volte in Procura, farà non poche rivelazioni), ma anche gli imprenditori Mirco e Gianluca Salsi (padre e figlio, ex titolari della Reggiana Gourmet) e il costruttore calabrese Antonio Silipo (che per Aemilia sta scontando 14 anni di reclusione). E poi il 35enne Valerio Villani, considerato un corriere, Piersandro Pregliasco, Marco Castaldi. Questi ultimi due sono considerati amministratori di fatto di società cartiere, coordinando l’intero meccanismo che secondo le indagini faceva capo a Gibertini, poggiando su capacità finanziaria e supporto logistico di Mirco e Gianluca Salsi. Fra gli accusati anche il romano Gianluca Mussoni.
I componenti dell’associazione, dice l’accusa, compivano operazioni fra imprese di fatto controllate, compiendo vendite fittizie con mancate presentazioni di dichiarazioni e omessi versamenti di Iva, usufruendo inoltre di società indebitamente definite “esportatori abituali” e truffando così altre società, indotte ad emettere fatture senza addebitare l’imposta sul valore aggiunto all’acquirente, che non poteva acquistare in esenzione di Iva proprio perché falso esportatore.
quattro PATTEGGIAMENTI
Tutti accusati di false fatturazioni, hanno già patteggiato – nella fase delle indagini – quattro imputati: i bagnolesi Amedeo Ferrari (72 anni), Rossella Grazi (67 anni), Sonia Akaichi (tunisina di 46 anni) ed Andrea Gibertini (49 anni, di Reggio Emilia). —
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