“Ottima laboriosità e l’impegno al processo Aemilia” Mescolini, promosso
La carriera e la prevalenza sugli altri aspiranti alla sede Come e perché Reggio Emilia. Ecco le carte del Csm
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C’è molta, moltissima Aemilia nelle motivazioni che nella seduta del 4 luglio 2018 avevano portato il Consiglio Superiore della Magistratura a conferire a Marco Mescolini l’incarico di Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia. Il predecessore era stato Giorgio Grandinetti e quel posto era vacante dal 23 luglio 2017. Moltissima Aemilia, perché nei cosiddetti parametri di merito sui quali la commissione era stata chiamata a scegliere, assume grande rilevanza l’impegno di Mescolini in qualità di pubblico ministero al processo contro la ‘ndrangheta infiltrata e radicata nel Reggiano. Il dibattimento era durato mille giorni, 195 udienze, coinvolgendo 148 imputati, 1.223 anni di condanna.
Nella seduta del Csm passò la “Proposta A”, in favore di Mescolini (votanti i consiglieri Ardituro, Balduzzi, Palamara – astenuto il consigliere Fanfani). Relatore: Ardituro. Il Palamara in questione è il consigliere che intrattenne con Mescolini la chat su Whatsapp in cui quest’ultimo insiste nell’ambire alla sede reggiana. Nel verbale si legge che la commissione aveva deliberato “di concerto con il Ministro della Giustizia, con tre voti in favore del dott. Marco Mescolini, un voto in favore del dott. Alfonso D’Avino, un voto in favore del dott. Claudio Maria Gaetano Mazza ed una astensione”.
Riportiamo qualche porzione del lungo, articolato documento. Fra le motivazioni di merito ricorrenti vi è appunto l’attività antimafia e l’impegno per il processo Aemilia: “Va rilevato che il Consiglio Giudiziario nella valutazione conclusiva ampiamente positiva sul possesso delle attitudini rispetto all’incarico direttivo requirente richiesto, rimarca come i parametri di valutazione convergano nel delineare la figura professionale del dott. Marco Mescolini, che, già destinatario di pareri lusinghieri nel corso della carriera, ha dato costantemente prova di indipendenza e imparzialità, ottima preparazione, rilevanti conoscenze informatiche ed eccellente capacità di organizzare il lavoro e di coordinare varie forze di Polizia Giudiziaria, nonché notevole laboriosità, svolgendo la propria funzione con scrupolo, serietà, equilibrio ed impegno. Soltanto grazie a tali doti il candidato ha potuto fronteggiare gli innumerevoli impegni derivati dal procedimento cosiddetto Aemilia, di mole del tutto inusitata per numero di imputati e di accuse, a tacere della complessità connessa al fenomeno ‘ndranghetistico che ne è oggetto”.
Gli estensori del profilo di Mascolini insistono sulle dimensioni di Aemilia: “Nel parere, in Consiglio Giudiziario evidenzia come le capacità in questione vadano apprezzate anche in relazione a Forze di Polizia straniere e alla collaborazione con le varie Autorità di altri Paesi (ad esempio la Dea), nonché con Eurojust e con i magistrati di collegamento nei Paese di interesse. Tale attività ha prodotto rilevanti frutti, come la cattura all’estero di taluni componenti di sodalizi criminosi transnazionali o cospicui sequestri in territorio straniero, e merita di essere rimarcata pure se considerata in ottica nazionale nella mole di lavoro sottesa al procedimento Aemilia, le cui dimensioni sono del tutto inedite nel Distretto della Corte d’Appello di Bologna”.
Gli altri candidati alla Procura di Reggio Emilia erano Claudio Maria Gaetano Mazza, Alfonso D’Avino, Giovanni Fabrizio Narbone, Claudio Rastrelli, Stefania Ciccioli e Maurizio Agnello.
Così la deliberazione del Csm, che indicava Mescolini come quello emergente: “Si tratta, quindi, di candidati che presentano ottimi profili professionali, rispetto ai quali, però, il dott. Mescolini prevale per le più spiccate doti di merito, che si accompagnano ad una notevole laboriosità e capacità organizzativa dimostrate, nel corso della sua vasta esperienza nelle funzioni requirenti protrattasi in diversi uffici del distretto della Corte d’Appello di Bologna, grazie allo svolgimento delle funzioni di magistrato distrettuale, che lo hanno indotto ad adattarsi alle eterogenee realtà giudiziarie che lo stesso presenta, accrescendone il bagaglio di esperienza e sviluppando la vocazione ad indagini internazionali”.
E ancora, l’esperienza di Mescolini anche in ambito internazionale: “All’ottima e non comune preparazione tecnico-professionale si è accompagnata la capacità di svolgere in modo proficuo le funzioni investigative ed organizzative, grazie alle notevoli attitudini denotate nel corso delle indagini condotte, dalla capacità di coordinare numerosissimi reparti di polizia Giudiziaria, di contattare i colleghi delle altre procure della Repubblica del distretto emiliano e di quelli limitrofi, di espletare rogatorie all’estero”.
Era stata ritenuta determinante anche l’attività di Mescolini alla Procura di Bologna, ovvero all’Antimafia: “Dal 15 aprile 2010 il dottor Mescolini è stato designato a far parte della DDA dal Procuratore della Repubblica di Bologna che ebbe modo nel suo provvedimento, sulla scorta di quanto già valutato dal Consiglio Giudiziario nel parere del 6.7.2009, di valorizzare, tra le altre, la precedente esperienza ritenendo che il magistrato si era ‘occupato di materie come la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, il terrorismo, la legislazione delle banche popolari, e di altre materie di grande interesse ai filli del contrasto patrimoniale nei confronti di organizzazioni criminali’”. La carriera di magistrato di Mescolini prima dell’esperienza a Bologna e quindi della nomina a Reggio Emilia si è svolta nelle Procure della Repubblica di Verbania, Piacenza, Rimini, Parma.
Nelle attività che il Csm ha preso in considerazione ci è anche quella correlata all’esecutivo: “Il dottor Marco Mescolini ha trascorso un periodo fuori ruolo come Capo dell’Ufficio del vice Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il candidato si è cimentato nel coordinamento dell’attività di numerose commissioni di studio (in particolare per la redazione del progetto di riforma del primo libro del codice civile in materia di persone giuridiche) e che ha curato insieme al collega Antonio Balsamo la predisposizione del progetto di riforma delle cause di giustificazione e la relazione al progetto nell’ambito della Commissione di riforma del Codice Penale presieduta dall’On. Avv. Giuliano Pisapia”. Mescolini in quel periodo era infatti il capo dell’ufficio del viceministro dell’Economia Roberto Pinza (secondo Governo Prodi), esponente del Pd della provincia di Forlì. Mescolini è nato a Cesena e ha sessant’anni. —
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