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Si sporge e cade nel vuoto dal quarto piano bambino di 8 anni salvato da una fioriera

Enrico Lorenzo Tidona
Si sporge e cade nel vuoto dal quarto piano bambino di 8 anni salvato da una fioriera

Si è arrampicato mentre la mamma era fuori a gettare l’immondizia: le sue condizioni sono gravi ma non rischia la vita

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA

«Per favore, tienimi la mano». Quando una vicina lo trova a terra sanguinante, sono le prime parole che quel bambino di 8 anni le rivolge con le lacrime agli occhi e con la parte bassa del corpo martoriata da una terribile caduta nel vuoto di quasi dodici metri, avvenuta ieri alle 15.30 dal palazzo al numero civico 9 di via Fenulli.

Nel quartiere popolare della Canalina il silenzio del primo pomeriggio è improvvisamente interrotto dalle urla della madre del bimbo sopravvissuto per miracolo.

È ferito ma chiede conforto a chi gli si avvicina, per placare il dolore e la paura dopo quel volo tremendo, partito dal terrazzo al quarto piano di casa sua, da dove si era sporto dopo che la mamma era uscita un attimo per buttare la spazzatura nei vicini cassonetti.

Il bambino ha riportato gravi ferite ma è vivo. «È un miracolo» cominciano a dire i vicini che arrivano sul grande prato che divide i palazzoni bianchi, quando capiscono con il passa parola cos’è appena successo. Dopo essere precipitato dal piano più alto del condominio, la caduta del bimbo è stata infatti attutita da un vaso di plastica agganciato a una fioriera che sporgeva dal terrazzo del primo piano. A tre metri dall’impatto col suolo – che sarebbe potuto risultare fatale – il bambino ha quindi colpito col corpo la fioriera, dalla quale si è staccato il vaso, sul quale è poi atterrato, frantumandolo in più pezzi.

Un tonfo a terra comunque violento, udito dai vicini a lunga distanza e soprattutto dalla mamma, che accorre subito insieme a una piccola folla di gente attirata dal vociare che sale di volume.

Quando lo trovano il bambino piange in cerca di aiuto ma, nonostante il dolore, è cosciente. La mamma è disperata per l’incidente avvenuto a pochi passi da lei. Arriva la polizia che non ha dubbi: si tratta di una fatalità. I poliziotti trovano già sul posto l’ambulanza e il medico inviati dal 118 che stanno soccorrendo il piccolo. Anche alla vista dei soccorritori la situazione appare subito grave ma non disperata. Il bimbo resta vigile, la mamma, 35enne di origine nigeriana, gli è vicino, mentre un agente della questura chiama al telefono il papà, anche lui nigeriano di 42 anni, che lavora poco distante come badante, occupazione nella quale si alterna con la moglie, prendendosi cura di un’anziana per 24 ore al giorno. Una famiglia integrata e unita che si è trasferita da tempo nel palazzo.

Quando il bimbo cade c’è anche la sorellina in casa. La mamma li aveva lasciati per pochi attimi, giusto il tempo di portare il sacco dell’immondizia nel bidone condominiale. La polizia ricostruisce la dinamica dell’incidente con l’aiuto della scientifica, e reputa senza colpe la mamma che poco dopo sale sull’ambulanza con il figlioletto, portato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria mentre il padre è in lacrime. Per i medici non è in pericolo di vita ma ha riportato fratture multiple. Viene quindi deciso di portarlo in sala operatoria per un intervento chirurgico. Per lui la prognosi è riservata. —

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