«Ma questa è solo la punta di un iceberg» «Si valuti la destinazione ad altro ufficio»
aimi di forza italia e foti di fratelli d’italia
REGGIO EMILIA
Enrico Aimi, senatore e capogruppo in Commissione Affari Esteri per Forza Italia ha dichiarato: «Le notizie relative ai messaggi whatsapp tra il pm di Reggio Emilia Marco Mescolini e l’allora consigliere del Csm Luca Palamara sono la punta di un iceberg di dimensioni colossali. Per Mescolini la nomina a procuratore capo di Reggio Emilia era di “vitale” importanza. E forse, sul “perché” quella nomina fosse di vitale importanza, qualche approfondimento non guasterebbe.».
«Sul “sistema Palamara”, al di là della rilevanza o meno penale di certi fatti, non si può attendere oltre: il Consiglio Superiore della Magistratura, nella sua autonomia, deve pronunciarsi sulle vicende allo stesso note. Così pure e’ per il Ministro di Giustizia, portacolori dei 5Stelle, anche se molti di loro fingono di dimenticarsene», lo sostiene Tommaso Foti, vicecapogruppo vicario di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati.
«A Marco Eboli, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia a Reggio Emilia, va il merito – continua la nota – di avere posto con parole chiare all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda riguardante la nomina del Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, in particolare sulle pressioni esercitate su Palamara perché essa si concretizzasse». «Una battaglia trasparente quella intrapresa da Marco Eboli cui fa da contraltare – polemizza Foti – il pilatesco atteggiamento assunto fino ad oggi dal ministro Bonafede. È tuttavia ora che da via Arenula si batta un colpo: dalla vicenda emerge, infatti, un sistema di mala gestione della magistratura di fronte al quale le istituzioni hanno il dovere di reagire senza ulteriore indugio».
Per Tommaso Foti «lo stringato comunicato diffuso dal Procuratore della Repubblica è per niente esaustivo e non sgombra il campo dalle molteplici interpretazioni di questi giorni. È invece necessario che il Procuratore faccia conoscere a tutti - non solo all’organo di autotutela della magistratura - il reale significato e le ragioni delle parole che ha utilizzato. Se, invece, il Procuratore ritiene di dovere trincerarsi dietro alla non risposta diffusa, e ciò per ragioni a noi mortali del tutto incomprensibili, allora è necessario che si valuti la sua destinazione ad altro ufficio». —
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