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«Marchio e fondazione per i dieci territori»

C.O.
«Marchio e fondazione per i dieci territori»

Il sindaco Luca Bolondi spiega il nuovo piano strategico che punta a valorizzare i Comuni della fascia pedecollinare

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canossa

«Al progetto credo e ci ho tanto lavorato. Perché il mio sogno è vedere questo territorio così bello che cambia il suo aspetto in meglio». Parola del sindaco Luca Bolondi.

Sindaco, che cos’è questo nuovo piano strategico che mette insieme dieci Comuni della fascia pedecollinare della provincia di Reggio e col quale avete intenzione di valorizzare il territorio?

«Nasce da un’idea del Comune di Canossa che spero sarà ente capofila, proposta ai sindaci di nove Comuni e altri tre si aggiungeranno ben presto, che hanno firmato un protocollo d’intesa per lavorare assieme sullo sviluppo dei singoli territori a seconda delle loro specificità».

A che punto siete?

«Il protocollo lo abbiamo firmato, abbiamo ottenuto il via libera dalla Regione e dalla Provincia. A breve depositeremo il marchio che identificherà il piano strategico e ora stiamo lavorando per la costituzione di una fondazione pubblico-privato che gestirà il piano».

Ci spieghi il ruolo della futura fondazione.

«Nella fondazione entreranno i Comuni che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa, i privati e le associazioni di categoria, tutti i soggetti, insomma, che attraverso scambi e concertazione, avranno il ruolo di promuovere progetti di valorizzazione. Quel che vogliamo fare, attraverso la proposizione di idee, come è avvenuto a Canossa, è rendere appetibili agli investitori i nostri territori e creare le condizioni per uno sviluppo, ovviamente concertato. All’interno della fondazione ci sarà anche una società di consulenza in grado di dare indicazione tecniche sul reperimento dei fondi».

Quindi non si tratta solo di turismo.

«Assolutamente no, i Comuni e la fondazione non si occuperanno di promozione turistica. Per quello c’è Destinazione turistica Emilia della Regione. Noi ci occuperemo di individuare e possibilmente implementare le vocazioni specifiche di ogni territorio, che siano esse turistiche, commerciale o industriali».

È soddisfatto del lavoro fatto fino a ora?

«Di più, ne sono orgoglioso. Perché siamo riusciti a mettere d’accordo molte realtà differenti e perché la riuscita del piano strategico non era né semplice né scontata visto che, almeno a Reggio, nessuno l’aveva mai fatto prima». —

C.O.

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