Gazzetta di Reggio

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Pedalata solidale attraverso l’Italia per aiutare i volontari di Dora

Adriano Arati
Pedalata solidale attraverso l’Italia per aiutare i volontari di Dora

Luca Pizzetti, 25 anni, musicista e docente di Sesso continua la sua raccolta fondi a favore dell’emporio 

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REGGIO EMILIA

Il giro d’Italia della solidarietà. Lo sta compiendo il 25enne musicista e docente reggiano Luca Pizzetti sulla sua bicicletta Mary, impegnato dall’8 agosto fra strade e carraie di mezzo paese in un’avventura benefica ispirata a Dora, l’emporio solidale di Reggio Emilia. Pizzetti non è nuovo a lunghi percorsi solitari in bici, negli anni passati ha raggiunto anche Santiago di Compostela, e in questo 2020 ha deciso di unire la propria passione alla voglia di aiutare, proprio nell’estate in cui anche i concerti e l’attività musicale che rappresenta la sua vita sono dolorosamente calati.

Il bagaglio è leggero, pochi capi semplici da lavare e da asciugare, come si conviene a simili marce. La spinta è arrivata nei mesi della clausura, quando Luca si è trovato a casa a Sesso in una situazione comunque gestibile, in un contesto familiare tranquillo. Nello stesso periodo, tante persone anche nel Reggiano erano alle prese con tante difficoltà, sanitare ma soprattutto economiche. Da lì nasce l’idea di dare una mano, scegliendo di sposare la missione di Dora, uno dei bastioni cittadini per la distribuzione di pacchi alimentari, per la consegna a domicilio della spesa e per la gestione delle donazioni di prodotti gastronomici.

Tramite il portale “Rete del Dono”, Pizzetti ha avviato una raccolta fondi a favore dell’emporio solidale, a cui tutti possono donare. Basta andare sul portale della Rete del Dono, inserire o il nome del ragazzo o quello del progetto nel motore di ricerca per trovare le “cause” e lasciare il proprio contributo economico. Luca sta raccontando sui propri profili social l’avventura, ogni giorno su Facebook mette aggiornamenti sulle tappe fatte e su chi ha conosciuto man mano. La propaganda è continua. Quando si ferma in un luogo, in un locale, in un ostello, il 25enne reggiano parla a tutti di Dora e della sua campagna, e in questo modo ha convinto alcune persone – senza nessun legame con il nostro territorio – a fare a propria volta delle donazioni. E spesso indossa una canotta tecnica bianca da ciclista su cui ha stampato il logo di Dora, tanto per ribadire il concetto.

«Borraccia, amaca e ciabatte da mare. È così che io e Mary (la mia bicicletta) ci imbarchiamo in un'avventura solitaria verso l'ignoto. L’obiettivo è far conoscere Dora e gli empori solidali in giro per L’Italia raccogliendo anche donazioni», spiegava prima di lasciare la sua abitazione a Sesso diretto a Pavullo, nell’Appennino modenese. «All’emporio, le persone in difficoltà possono fare la spesa gratis e accedere a corsi di formazione e orientamento al lavoro, al credito e al consumo, per uscire dalla crisi e rimettersi in piedi. Ognuno di noi può sostenere Dora in tanti modi e io ho pensato di farlo pedalando con Mary diventando ambasciatore su due ruote di un progetto di solidarietà».

La biciclettata sta regalando anche sorprese inaspettate. Da Pavullo, Pizzetti è risalito sino al Crinale tosco-emiliano per poi spostarsi verso l’Umbria, verso Perugia. Dalla città di Umbria Jazz, suo grande amore, ha tagliato per l’Italia centrale sino a raggiungere Scoppito, nei monti sopra L’Aquila. Nel mezzo, incontri di ogni tipo. Baristi, gestori di locali e tanti altri viaggiatori, alcuni convertiti alla causa di Dora. Fra loro, un’altra ciclista solitaria, piemontese, una pellegrina che da Sarzana in Liguria arriverà a Roma a piedi e un gruppo di ragazzi reggiani e modenesi, incocciati per caso in provincia di Siena. —



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