Bibbiano, i 5 stelle fanno mea culpa Il Pd locale non ci sta: troppo poco
Crimi: «Forse abbiamo esagerato». Il sindaco Carletti non ritira la querela e incassa la solidarietà
Enrico Lorenzo Tidona
BIBBIANO
«La dignità non è negoziabile». Andrea Carletti è stringato e lapidario. Mentre a livello centrale il Partito Democratico e il Movimento 5 stelle hanno deciso di sotterrare l’ascia di guerra in vista di possibili accordi per le elezioni, il sindaco di Bibbiano raccoglie il plauso dai suoi cittadini con quelle poche parole scritte sulla sua pagina Facebook. Lo sdegno è frutto del ritiro da parte dei due partiti a livello nazionale delle querele sporte reciprocamente negli ultimi anni. Fatto al quale il sindaco dem – indagato per reati amministrativi nell’inchiesta “Angeli e demoni” sugli affidi illeciti – ha risposto dicendo che non ritirerà la querela che sporse contro Luigi Di Maio.
La pax romana non piace infatti a molti, a partire del nome tutelare del Pd reggiano, Pierluigi Castagnetti, che ha twittato: «Prima di ritirare le querele sul “partito di Bibbiano” occorreva almeno pretendere le scuse». Gli insulti bruciano troppo e l’aver scambiato un paese e la sua gente per degli orchi in nome della propaganda risulta essere un boccone troppo indigesto, come avverte anche il Pd di Bibbiano. «La dignità non è per noi un valore negoziabile» è il messaggio che la sezione locale – con un comunicato firmato dal segretario Stefano Marazzi – lancia a Zingaretti e al M5s. «Mai vorremmo, infatti – scrive il Pd del paese che per mesi è stato al centro di una polemica politica scaturita da una vicenda giudiziaria – che si giungesse a questo accordo prima che una delle parti in gioco avesse pubblicamente riconosciuto di avere esagerato nell’esprimere alcune affermazioni e dietro presentazione di formali scuse alla nostra comunità ferita».
Il Pd bibbianese si discosta da quello nazionale e non si fa blandire dalle parole spese da Vito Crimi, capo politico dei 5 stelle, che intervistato ieri dal Corriere della sera alla domanda “Il Pd è ancora il partito di Bibbiano? Non è arrivato il momento di scusarsi?”, ha risposto: «Forse abbiamo esagerato nel generalizzare fatti specifici attribuendoli a tutto il Pd». Il problema, per i bibbianesi, non è però la sola attribuzione al Pd, bensì ai cittadini del Comune della Val d’Enza, travolto dalla bagarre politica nazionale, che ha preso un caso giudiziario trasformandolo nel più acerrimo scontro politico dell’ultimo decennio. «Quanto affermato nella sua intervista al Corriere dal responsabile politico del M5s Vito Crimi – scrive in una nota il Pd di Bibbiano – non solo non basta ma tralascia la parte più importante, ossia la presa d’atto che non si possa, pur nella legittima e aspra battaglia politica, spandere odio gratuito nei confronti di comunità che neppure si conoscono al solo fine di ottenere qualche punto di consenso». Secondo la sezione Pd di Bibbiano, infatti, alla base dell’accordo c’è «un aspetto che riteniamo non possa essere liquidato così banalmente, ossia il dileggio e l’offesa di una comunità, quella di Bibbiano, che è stata pesantemente e ingiustamente ferita per lungo tempo. Il circolo del Partito Democratico di Bibbiano, nonostante la gravità delle offese subite, non ha mai denunciato nessuno in merito alla vicenda e non risulta pertanto nella condizione di ritirare alcuna denuncia».
Il caso Bibbiano torna quindi ad avere un’eco che raggiunge la politica nazionale. «Quel “forse abbiamo esagerato” non chiude una vicenda penosa che ha visto impegnati allo stesso modo Fratelli d’Italia, Lega e Movimento 5 stelle. Fratelli d’Italia, Lega e Movimento 5 stelle, hanno fatto per mesi una speculazione vergognosa. Servono scuse chiare» ha detto anche il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
