Gazzetta di Reggio

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«L’accorpamento della quarta A dovuto alle norme pre-emergenza»

Luciano Salsi
«L’accorpamento della quarta A dovuto alle norme pre-emergenza»

La dirigente del liceo Ariosto Spallanzani risponde ai genitori e spiega i motivi che hanno portato al provvedimento

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REGGIO EMILIA

Una classe di sedici alunni sarebbe l’ideale per garantire la ripresa dell’attività didattica in presenza, con il dovuto distanziamento e senza ricorrere a turni differenziati, lezioni a distanza o aule aggiuntive necessarie per sdoppiare le classi più numerose.

Eppure la normativa vigente da prima del Covid la considera troppo piccola e ne impone lo smembramento, con il risultato che i suoi studenti, distribuiti fra altre due classi, ne farebbero aumentare il numero al livello delle famigerate e universalmente esecrate “classi pollaio”, incompatibili con le misure volte a prevenire il contagio.

Il paradosso si verifica al liceo Ariosto-Spallanzani, dove la futura classe quarta A dell’indirizzo classico subisce la mannaia dell’Ufficio scolastico regionale, che la divide in due tronconi da aggregare a due classi parallele.

Queste salirebbero da 19 a 27 alunni, cosicchè potrebbe essere necessario frazionarle a loro volta per garantire il distanziamento.

La perdita della continuità didattica, con il cambiamento dei professori e dei compagni, produrrebbe gli effetti peggiori sui membri della soppressa quarta A, i cui genitori non hanno mancato di comunicare la contrarietà al provvedimento e l’intenzione di opporvisi nelle sedi appropriate.

Il compito di risolvere i problemi logistici è affidato all’amministrazione provinciale, che sovrintende all’edilizia delle scuole superiori.

Ilenia Malavasi, vicepresidente con delega alla all’Istruzione, ha promesso che tutti i ventuno istituti reggiani disporranno degli spazi necessari grazie ai lavori in corso per adeguare quelli esistenti e all’affitto di locali aggiuntivi per dieci classi e circa duecento studenti.

In città è proprio l’Ariosto- Spallanzani che disporrà di aule esterne messe a disposizione in via Franchetti dall’istituto Ciechi. Basteranno per fare fronte alle ulteriori difficoltà dovute allo smembramento di una classe quarta e al probabile sdoppiamento di quelle che ne risulteranno ingigantite?

Saranno assunti tempestivamente i nuovi professori occorrenti?

La dirigente scolastica Rossella Crisafi rassicura i diretti interessati per quanto riguarda sia i locali sia la didattica: «L’accorpamento della classe quarta in questione – dichiara – risponde all’applicazione della normativa sull’organico precedente la situazione di emergenza. L’Istituto ha già provveduto a richiedere organico aggiuntivo per la suddivisione dei gruppi classe più numerosi, come hanno fatto tutti gli istituti scolastici e si rimane in attesa delle assegnazioni, nelle misure che saranno consentite dalle risorse disponibili e secondo i criteri stabiliti a livello centrale. Comprendo la preoccupazione dei genitori, legata anche a fattori relazionali, al clima della classe, che è sempre stato ottimo, e al desiderio di continuità dei docenti che stimano. Vorrei comunque rassicurarli, non solo comunicando che è stata fatta la richiesta di organico aggiuntivo, ma assicurando che, in caso si confermasse l’accorpamento, gli spazi adatti nella scuola sono stati predisposti, non senza difficoltà e con grande impegno anche della Provincia. Gli istituti scolastici di tutta la provincia hanno lavorato incessantemente per essere pronti per l’apertura a settembre e per la ripresa della didattica in presenza in piena sicurezza, non solo adeguando o aggiungendo spazi (come è stato fatto dalla Provincia di Reggio nella sede dell’Ariosto Spallanzani), ma studiando i flussi di ingresso e uscita, il layout aule e lo scaglionamento in ingresso. Benché i lavori siano ancora in corso essi saranno conclusi e pronti per l’apertura delle scuole. La didattica sarà riprogrammata e calibrata per permettere, non solo ai 16 studenti di questa singola classe, ma a tutti, il recupero di un anno difficile e un rientro sereno e proficuo». —



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