La Rocca dei Boiardo entra nel circuito dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza
Sarà tra le proposte della rete da 500mila visitatori l’anno con Bianello, Sarzano, Rossenella e la Sala del Tricolore
Adriano Arati
SCANDIANO
La Rocca dei Boiardo entra nel circuito delle rocche del Ducato di Parma e Piacenza.
La scorsa settimana, il Comune di Scandiano si è iscritto formalmente all’associazione dei castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, uno dei principali circuiti storici condivisi a livello nazionale, che oltre alle province occidentali emiliane comprende anche la Lunigiana, nell’alta Toscana, da sempre legata a queste terre. In questo modo il principale simbolo scandianese rientrerà fra le proposte della rete dei castelli del Ducato, forte di oltre 500mila visitatori all’anno e di alcuni dei luoghi più belli e conosciuti della Regione, a partire dai castelli di Torrechiara e Montechiarugolo, a cui unire la Reggia di Colorno e la rocca Sanvitale di Fontanellato nel parmense, il palazzo Farnese e la cittadella Viscontea, il castello Malaspina dal Verme di Bobbio e la Rocca Viscontea di Castell’Arquato, nel Piacentino.
L’associazione è strutturata in due livelli, i complessi storici – tutti in buono stato di conservazione – possono essere soci, con una carta di qualità da rispettare, o partecipare come sostenitori, con vincoli meno stretti sulle aperture e le visite. Le rocche socie erano sino ad ora 25, 14 a Parma e 11 a Piacenza. È stato creato poi un “passaporto” del circuito, che ogni utente può richiedere per certificare la propria presenza nelle varie tappe possibili.
GLI ALTRI MONUMENTI
Nel Reggiano, nell’elenco degli altri luoghi di interesse comprendeva già i castelli matildici del Bianello a Quattro Castella e a Sarzano di Casina, la torre di Rossenella a Canossa e la sala del Tricolore nel municipio di Reggio Emilia. Ora si aggiunge una delle aree più belle, e meglio conservate, della provincia, la Rocca dei Boiardo, da tempo aperta per visite e mostre oltre che sede di spettacoli e iniziative culturali. Scandiano è considerata principalmente terra d’Este, ma i legami anche con la zona occidentale e l’Appennino sono sempre stati forti.
Il portale dell’associazione dei castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, www.castellidelducato.it, è uno dei siti più visitati da turisti e appassionati di storia interessati a tour in Emilia, e offre molte informazioni e suggerimenti su gastronomia, residenzialità, ambiente, percorsi guidati e iniziative allestite nelle varie rocche.
LE REAZIONI
La scelta del Comune è apprezzata dal consigliere di opposizione Alessandro Nironi Ferraroni, da sempre impegnato in questo senso: «Il nostro gruppo consiliare ed i suoi componenti hanno sostenuto con forza che il nostro orizzonte naturale fosse quello emiliano-appenninico-tirrenico e non certo quello romagnolo. Ben venga dunque questo importantissimo slancio verso un orizzonte vitale che testimonia, tra l’altro, l’asfissia mortale del contesto reggiano», commenta. E ricorda il proprio obiettivo: «Fare sì che Scandiano recuperi con consapevolezza il suo ruolo di porta privilegiata di accesso al medio Appennino reggiano». Scandiano, aggiunge, «deve fare rete con i territori che culturalmente le sono da sempre affini. Con il peso della sua economia e della sua storia deve agire da protagonista nell’area vasta che si articola lungo la dorsale Tirreno-Brennero (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, alta Garfagnana, Lunigiana, Massa/Carrara e buona parte dello spezzino)».
«L’adesione annuale all’associazione dei Castelli di Parma e Piacenza non preclude l’inserimento della Rocca nel circuito estense, vi è un dialogo che prosegue anche sulle opere di Nicolò dell’Abate», spiega l’assessore alla Città Attiva Matteo Caffettani, che ha seguito il percorso. Questa, chiarisce, «è una scelta di promozione del territorio, il circuito aveva la volontà di allargarsi nella provincia reggiana, pensiamo sia una buona occasione per valorizzare la Rocca e ampliare il giro di interesse, l’associazione comprende castelli di grande interesse, che funzionano bene». Altre esperienze, aggiunge, «non hanno dato frutti, così abbiamo avviato questo percorso, l’iscrizione è per un anno poi valuteremo. È un modo per valorizzare il nostro sito e promuoverlo nel circuito. Non è un fraintendimento della nostra storia, questo è un percorso di promozione territoriale con buone condizioni, abbiamo deciso di partire dal nostro luogo più noto». —
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