Pusher torna in cella per la terza volta
Evade dai domiciliari ma lo scoprono. La difesa: «Un equivoco, la sua stanza affittata a una donna, ha dovuto andarsene»
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA
Il recente giro di vite dei carabinieri, con pressanti controlli su chi è sottoposto a misure cautelari, ha fatto emergere due violazioni, con relativa carcerazione.
Spicca la posizione del nigeriano 40enne Pedro Elimian che per spaccio di stupefacenti sta facendo – nell’ultimo anno – una sorta di andirivieni dalla Pulce. Stavolta è però ritornato in cella per evasione dagli arresti domiciliari. Nel dicembre dell’anno scorso Elimian veniva arrestato dalla squadra mobile per ché accusato di oltre trecento cessioni di droga documentate, in un vasto e attivo giro di spaccio che coinvolgeva prevalentemente noti tossicodipendenti reggiani. L’operazione della polizia era nata a seguito delle numerose segnalazioni dei cittadini giunte in questura in merito a una possibile attività di spaccio in via Gorizia, fra Regina Pacis e Villaggio Foscato. Gli appostamenti effettuati dagli agenti in borghese avevano poi accertato la veridicità di queste segnalazioni documentando due cessioni di eroina a due noti tossicodipendenti reggiani. Secondo una consueta modalità investigativa ormai adottata da tempo dalla Mobile, di intesa con la Procura, arrestava “in differita” il nigeriano: è la misura che permette di disporre sulla carta un arresto in flagranza ritardandone però l’esecuzione. In questo modo il malvivente, ignaro di essere stato scoperto, continua la sua attività fornendo altri elementi utili alle indagini.
Ma una volta uscito dal carcere, avendo ottenuto gli arresti domiciliari, il nigeriano nel luglio scorso è incappato in una nuova storia di spaccio di cocaina ed eroina, da qui il ritorno in cella. Martedì pomeriggio la nuova liberazione, anche se non del tutto, perché per l’africano vengono disposti ancora una volta gli arresti domiciliari nell’abitazione dove risiede. Ma lì non viene trovato dai carabinieri che poi lo rintracciano in città, riportandolo in carcere. «È tutto un equivoco – ribatte l’avvocato difensore Laura Ferraboschi – perché il mio assistito non è evaso. Ha dovuto abbandonare quell’appartamento perché la sua stanza, mentre era in carcere, è stata affittata dal proprietario ad una donna nigeriana. Quindi senza un posto dove poter andare, Elimian stava solamente girando per Reggio Emilia quando è stato bloccato». Questa mattina la vicenda sarà approfondita al palazzo di giustizia davanti al giudice Giovanni Ghini. Sempre durante i controlli eseguiti dai carabinieri delle stazione di Corso Cairoli e Via Adua unitamente ai colleghi della sezione radiomobile, è finito nei guai per evasione pure il tunisino 37enne Badah Walid che agli arresti domiciliari stava scontando una doppia condanna (spaccio e furto). I militari hanno scoperto che non era in casa, poi il rintraccio in città con relativa carcerazione. —
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