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Ferrarini, le cooperative suonano la carica: «Siamo l’unica soluzione»

Ferrarini, le cooperative suonano la carica: «Siamo l’unica soluzione»

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REGGIO EMILIA

«Siamo soddisfatti per la presentazione della proposta di concordato avanzata da Bonterre-Grandi Salumifici Italiani per il salvataggio della Ferrarini: la riteniamo l’unica in grado di garantire sicurezza per la filiera, trasparenza nell’operazione e di rilanciare una importante realtà agroindustriale, salvaguardando i livelli occupazionali e lo sviluppo del territorio». Così il presidente di Alleanza cooperative agroalimentare, Giorgio Mercuri, sulla nuova proposta di concordato per il salvataggio e il rilancio della Ferrarini, presentata dal gruppo Bonterre-Grandi Salumifici Italiani insieme a Opas, la più grande organizzazione italiana di allevatori di suini, ad Hp, società attiva nel settore dell'innovazione, e le banche Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Per Mercuri è «l’unica soluzione trasparente per il salvataggio della Ferrarini proposta da attori di esperienza». Stando a quanto è emerso, saranno due le proposte di salvataggio dell’azienda (nata negli anni ’50, a maggio segnava 257 milioni di euro di passivo) che terranno banco nei prossimi giorni, vista la possibilità di presentare una nuova proposta di concordato in tribunale entro settembre. Oltre al piano bonterre, sostenuto dai creditori Intesa Sanpaolo e Unicredit, resta quello del gruppo Pini di Sondrio. Continua il presidente cooperativo: «Riponiamo grande fiducia nel successo dell’operazione. La solidità finanziaria del gruppo e il suo know-how in fatto di produzione, trasformazione e commercializzazione, danno lo spessore giusto e il valore corretto alla proposta di salvataggio di una realtà tutta italiana come Ferrarini. Il mondo della cooperazione ha già dato prova in moltissime occasioni di essere garanzia della salvaguardia delle filiere agroalimentari, agendo a tutela del lavoro, dei lavoratori e di interi territori». Posto che «l’operazione potrà giovarsi della capacità imprenditoriale di Bonterre-Grandi Salumifici Italiani nella realizzazione di un piano industriale capace di coniugare qualità, tradizione, sviluppo del territorio e occupazione», conclude Mercuri: «la cordata con il gruppo Bonterre-Gsi è l’unica soluzione trasparente per il salvataggio della Ferrarini proposta da attori di esperienza, come hanno sottolineato associazioni agricole ed esponenti politici, in grado di salvare una azienda italiana ed ha tutte le competenze manageriali, finanziarie e gestionali per portare a casa un risultato davvero importante». —

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