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In cella in questura febbricitante un 28enne risulta positivo al Covid

Tiziano Soresina
 In cella in questura febbricitante un 28enne risulta positivo al Covid

Test sanitari sugli agenti entrati in contatto con l’arrestato Espulso due anni fa, l’uomo era stato fermato dalla Polfer 

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

Quando un controllo scrupoloso delle forze dell’ordine diventa importantissimo per la salute di tutti.

È accaduto venerdì pomeriggio quando la polizia ferroviaria controlla, su un treno, un peruviano di 28 anni che appare un po’ nervoso.

L’ARRESTO

Non ci vorrà molto agli agenti per capire che questo giovane straniero in Italia non dovrebbe starci, in quanto nei suoi confronti c’è un provvedimento di espulsione emesso dal tribunale di Pesaro-Urbino il 18 agosto di due anni fa.

Una violazione che porta all’arresto del 28enne che viene subito portato in questura e trattenuto nella cella di sicurezza in vista delle decisioni del pm di turno Valentina Salvi.

IL MALESSERE SOSPETTO

Ma è proprio in cella che il giovane comincia a lamentare malessere, febbre, per poi riferire ai poliziotti che da alcuni giorni non sta bene. E pare che per giungere nel nostro Paese sia transitato dalla Grecia (cioè da una delle nazioni per cui, al rientro in Italia, è previsto un tampone naso faringeo come prevenzione).

Una situazione che in pieno pandemia Covid non può che allarmare e, a quel punto, avviene il trasferimento in ospedale al Santa Maria Nuova.

IL CONTAGIO ACCERTATO

Al pronto soccorso l’esito del tampone sarà positivo. Scatta subito il protocollo previsto in questi casi anche nei riguardi dei poliziotti (tutti sottoposti a tampone) che sono stati in contatto con il peruviano dal momento dell’arresto sino al trasferimento al pronto soccorso.

Non è chiaro se sia stato fatto anche il tampone ad un altro arrestato venerdì notte – cioè un moldavo di 26 anni, macchiatosi di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento (vedi l’articolo a pagina 16) – e che si è trovato in questura nella cella di sicurezza adiacente a quella dove è stato rinchiuso per un po’ di tempo il peruviano risultato poi contagiato.

Comunque sia, conosciuto l’esito del tampone, ora il 28enne contagiato si troverebbe in una struttura ad hoc in cui affronterà, in sicurezza, la quarantena e vi rimarrà in isolamento finché non avrà smaltito il virus.

Sul piano giudiziario l’avvocato difensore Claudio Bassi – interpellato dalla Gazzetta – conferma quanto accaduto e riferisce di una denuncia a piede libero per il suo assistito (come ha deciso il sostituto procuratore Salvi che ha coordinato l’attività della Polfer) perché ha violato il divieto di rimettere piede in Italia emesso nel 2018 dal tribunale marchigiano.

«Una volta letti gli atti – si limita a dire l’avvocato Bassi – vedrò come muovermi».

ATTIVITA’ PREVENTIVA

Relativamente al compartimento della polizia ferroviaria Emilia-Romagna, ieri sono stati diramati i dati relativi ad un primo bilancio della stagione estiva (giugno-agosto) che evidenziano un’intensificazione dei servizi di vigilanza, sia per l’opera di prevenzione e repressione dei reati nelle stazioni e a bordo dei treni, che per le particolari misure adottate per garantire la sicurezza dei viaggiatori (con particolare attenzione al monitoraggio sul rispetto della normativa anti-contagio da Covid-19). E l’attività investigativa svolta venerdì a Reggio Emilia sul treno conferma l’efficacia dell’operato della polizia ferroviaria. —

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