Gazzetta di Reggio

Reggio

bibbiano 

«Le parole di Crimi, solo un primo passo»

«Le parole di Crimi, solo un primo passo»

Così Delrio dopo che il capo del M5s ha parlato di «errore» per i toni usati. Pd di Cavriago a Cersosimo: «Si scusi lei»

2 MINUTI DI LETTURA





BIBBIANO

«La campagna di offese e denigrazione contro la comunità democratica di Bibbiano è stata una pagina di brutta politica che abbiamo contrastato e condannato. Riconoscere che è stato un errore, come fa l’onorevole Vito Crimi, non può che essere considerato solo un primo passo se si vuole chiudere una fase che ha ferito profondamente la comunità di Bibbiano e dei Democratici tutti. Il comunicato responsabile e serio degli amici di Bibbiano dà di nuovo il segno di grande dignità e fermezza che merita la gratitudine di tutti i democratici».

Così il capogruppo democratico alla Camera, ed ex sindaco di Reggio, Graziano Delrio interviene sul dibattito aperto sull’inchiesta Bibbiano: quella pax tra M5s Pd a livello nazionale che passerà anche per il ritiro, da parte dei Democratici, delle querele verso i pentastellati – emblematiche le dichiarazioni di allora dell’attuale Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che diceva «mai con il partito di Bibbiano – ma che ha scatenato malumori nel Reggiano, da dove è stato fatto notare che almeno sarebbero state necessarie le scuse.

Ma se la controreplica grillina è la nota della consigliera dell’Unione Val d’Enza, Natascia Cersosimo, che faceva notare come alla comunità di Bibbiano scuse non siano mai arrivate dal Pd, a lei ora replica il Pd di Cavriago, attraverso il segretario Matteo Franzoni.

«Spiace leggere l’intervento di Cersosimo sulla richiesta di scuse avanzata dal Pd di Bibbiano. Spiace soprattutto perché dimostra un preoccupante vuoto di preparazione da chi ormai da anni fa politica e addirittura ambisce a ruoli rilevanti come dimostrato alle ultime elezioni regionali. Spiace che queste parole siano pronunciate da chi ha provato a costruire la propria visibilità politica sul dolore di una comunità intera. Spiace almeno per due ragioni – scrive – L’impianto accusatorio non é la sentenza. Tutti vogliamo verità, lo abbiamo dichiarato più volte, e speriamo arrivi al più presto e senza ombre. Ma continuare a fare confusione, volutamente o no, tra accusa e sentenza significa non conoscere le basi del nostro sistema giudiziario e questo é il modo più barbaro che si può immaginare di calpestare la Costituzione e i principi fondamentali dello Stato di diritto. La seconda ragione ha a che vedere con l’etica della politica. In guerra e in amore tutto é concesso? In politica no. Ci sono limiti che non devono essere superati. Le parole, i post ed i toni utilizzati ora come allora offendono una intera comunità politica. Ciò di cui i 5stelle, anche Cersosimo, dovrebbero chiedere scusa». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google