Trova la sua bici rubata in vendita on line Denunciato un 20enne
I carabinieri hanno risposto all’annuncio e si sono presentati Lo studente dice di averla trovata, nei guai per ricettazione
RUBIERA
Certo non sperava che navigando su internet si sarebbe imbattuta nell’annuncio della vendita della sua bici d’epoca, che le era stata rubata dal garage dell’abitazione appena lo scorso 11 agosto. Invece è successo, a conferma che le bici rubate fanno questo giro per essere nuovamente vendute. Con la stampata dell’annuncio si è presentata ai carabinieri di Rubiera segnalando l’accaduto e facendo la denuncia.
Sono stati i militari, una volta ricostruita la vicenda, a fingersi interessati all’acquisto della bici, contattando su WhatsApp l’inserzionista per concordare un incontro, fissato per le 18 di giovedì 20 agosto in via Terrachini a Reggio Emilia.
I carabinieri hanno atteso una ventina di minuti il venditore che alla fine si è presentato con la bicicletta da passeggio per donna, una Pon Pon olandese del 1970: proprio quella di proprietà della donna che ha sporto denuncia, una 65enne di Rubiera che ha immediatamente riconosciuto il mezzo, non appena visto sull’annuncio.
A quel punto i militari si sono qualificati e hanno identificato il venditore in un 20enne di Rubiera, che si è giustificato affermando di averla trovata «abbandonata nella zona industriale di Rubiera e poi l’ho messa in vendita su internet». Parole che saranno attentamente vagliate dai carabinieri. Intanto, il giovane – studente, incensurato – è stato denunciato per ricettazione.
La bicicletta, invece, è stata recuperata dai carabinieri che hanno provveduto a restituirla alla derubata.
La circostanza che vede le bici rubate essere reimmesse in circolazione anche attraverso la vendita online dell’usato sta vedendo i carabinieri reggiani svolgere una parallela attività investigativa sui siti dell’e-commerce più cliccati per individuare la filiera del business che pare sia anche abbastanza ricco.
L’attività ha già portato alla denuncia di alcuni ricettatori grazie soprattutto ai derubati che sui siti riconoscono gli oggetti rubati e si rivolgono alle forze dell’ordine per riuscire a tornarne in possesso. —
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