Cittadini maleducati abbandonano i rifiuti al parco “I Carpini”
La protesta di un residente che invia le foto alla Gazzetta Plastica, carta e bottiglie abbandonate nell’area verde
REGGIO EMILIA
Quattro panchine, tre delle quali da poco sistemate e ricollocate nel parco come nuove, due contenitori in cemento che ospitano i cestini per i rifiuti e una bella ombra, regalata dagli alberi che da quasi quarant’anni sono stati piantati nell’area verde. E altre panchine a poca distanza.
L’ideale, insomma, per passare qualche pomeriggio all’aria aperta e le serate calde di fine estate in cerca di un po’ di fresco.
Peccato che poi, all’indomani mattina, il prato del parco I Carpini si presenti spesso come una discarica a cielo aperto, con a terra bottiglie di plastica, carte e tutto ciò che l’essere umano maleducato può buttare a terra mentre, in compagnia di altre persone, si gode un po’ di fresco.
La segnalazione ci arriva dal nostro lettore Mario Morelli che, fra rabbia e ironia, intitola così la sua mail: “Se il parco potesse parlare”, affidando alla stessa area verde le rimostranze per la situazione che la vede protagonista.
«Anche questo sabato sono pieno di “cadaveri”! – si chiederre, secondo Morelli, il parco I Carpini (se potesse parlare) – Sono tutti pieni i cimiteri ? Qui non c’entra il Covid, ma solo la buona educazione».
Il parco I Carpini è l’area verde che si trova alla Rosta Nuova, a ridosso dei condomini di via Lumumba: un’area parco realizzata agli inizi degli anni ’80 alternando aree prative a nuclei alberati. La zona, interessata da interventi di edilizia convenzionata, contiene alcuni edifici residenziali con accesso diretto al parco, confina ad ovest con un parco privato e lungo il lato meridionale ospita un’antica corte colonica, “memoria” del territorio agricolo preesistente. Il parco I Carpini è costituito da aree verdi collegate al sistema pedonale del parco del Noce Nero.
Dal punto di vista botanico, il parco presenta aree a prato, piante isolate e nuclei alberati costituiti prevalentemente sia da latifoglie come il tiglio, l’acero di monte, il carpino bianco, l’acero saccarino, l’ontano nero, il pioppo, il platano e la farnia che da conifere quali il cedro dell’Atlante, l’abete rosso, il libocedro accompagnate da specie esotiche come la sofora, l’ailanto e l’acacia di Costantinopoli.
I numerosi nuclei alberati, la vicinanza a un giardino privato e al parco Il Noce Nero determinano una discreta complessità biologica e ambientale del parco I Carpini che sembra, dunque, potere esplicare un ruolo ecologico medio nel contesto urbano nel quale risulta inserito. —
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