Dall’approdo della Bassa reggiana all’Expo ai tanti nodi non ancora del tutto risolti
Elena Benassi, sindaco di Brescello e referente dell’Unione: «Per rilanciare la sfida dobbiamo guardare al mondo privato»
Andrea Vaccari
GUASTALLA
Qual è lo stato di salute del turismo nella Bassa reggiana? Una domanda che cade in un periodo nel quale ricorre un anniversario significativo: i cinque anni dell’approdo della Bassa a Expo, la grande esposizione internazionale del 2015 a Milano che vide protagonista anche l’Unione Bassa Reggiana dal 22 al 24 agosto.
LE PREMESSE
La vetrina dell’Expo, occasione imperdibile per il territorio, vide attuata una lunga progettazione dell’Unione, che partì con il tavolo territoriale degli assessori al turismo degli 8 comuni: Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo.
«Quell’esperienza rappresentò una chiave di volta nel nostro cammino – spiega Roberto Angeli, sindaco di Reggiolo e all’epoca delegato al marketing territoriale per l’Unione – perché ci vide per la prima volta ragionare in chiave di territorio unitario. Da quel momento iniziammo a pensare una pianificazione unica degli eventi, lasciando da parte i campanilismi, che ci permise poi di arrivare alla creazione di un portale che propone itinerari sul nostro territorio, tra cultura ed enogastronomia. Expo non ha rappresentato soltanto una vetrina fine a se stessa, ma ha rappresentato un impulso importante, in chiave turistica, per la Bassa reggiana: il nostro obiettivo non era fare grandi numeri ma far capire che nel nostro territorio si può pensare al turismo».
A cinque anni di distanza, ci sono però aspetti da migliorare, su questo tema. «Credo – prosegue Angeli – che manchi ancora la consapevolezza del mondo imprenditoriale sulle potenzialità delle nostre zone. In questo senso, servirebbe forse un nuovo Expo che invogli il settore privato a ragionare e dialogare con le istituzioni. Se da parte delle istituzioni c’è stato un impegno forte che ha portato a passi avanti, come ad esempio l’offerta di pacchetti che consentono di soggiornare in loco per più di un giorno, in questi anni abbiamo notato che non sempre i privati hanno avuto la stessa spinta. Per riuscire a far decollare il turismo, la sfida è quella di creare la giusta sinergia tra questi due mondi».
L’ATTUALITÀ
Oggi la sindaca referente per il turismo per l’Unione è Elena Benassi, prima cittadina di Brescello. «Purtroppo al momento la realtà – commenta – ci pone di fronte a un grosso problema che è ovviamente quello del Covid. In questo senso il turismo è penalizzato e la situazione degli albergatori è critica. Sul territorio vediamo che, bene o male, nonostante gli accessi limitati i musei continuano ad attirare visitatori. È chiaro che le presenze sono calate in quanto i biglietti staccati sono, per forza di cose, circa un terzo rispetto a quelli dell’anno scorso, ma le restrizioni si sono fatte sentire. In più, davanti a questa situazione, il turista medio tende a spostarsi in camper, magari anche in macchina ma poi preferisce soggiornare in appartamento».
Al momento, sul turismo regna grande incertezza in quanto non è escluso che le limitazioni per i luoghi pubblici possano inasprirsi nelle prossime settimane. «L’obiettivo – continua Benassi – è quello di continuare a lavorare sul marchio “Terre di Po e dei Gonzaga”, e di sfruttare al meglio l’occasione rappresentata dal progetto Mab Unesco, che ci porterà a investire e valorizzare ulteriormente sulle nostre peculiarità. La sfida è di quelle importanti, il settore va rilanciato e per farlo dobbiamo guardare al mondo privato: servono comunicazione e dialogo da entrambe le parti. Certo che in questa situazione di incertezza si fatica a programmare a dovere». Entro fine mese, l’Unione presenterà la propria candidatura in Regione per ottenere, nell’ambito della Legge regionale 41, fondi destinati alla promozione turistica.
IL MARKETING
Dal punto di vista turistico, i Comuni dell’Unione si raggruppano sotto al marchio “Terre di Po e dei Gonzaga”, rappresentato da un’onda capace di travolgere l’entusiasmo del visitatore. In questo nome si riuniscono l’aspetto naturalistico e quello storico, un nome che rimanda a tempi lontani, capace di evocare l’immagine di un ambiente che ancora conserva il fascino e le ricchezze dell’epoca rinascimentale. Una dualità che ci permette di coprire due ambiti semantici in un unico nome: lo scorrere eterno delle acque del Grande Fiume e il riferimento a un’antica famiglia principesca. Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici, rappresentano un importante supporto turistico e conoscitivo il portale “Terre di Po e dei Gonzaga” (attivo all’indirizzo www.terredipoedeigonzaga.it) uno strumento in grado di fornire tutte le informazioni necessarie ai turisti che intendono visitare e conoscere il territorio dell’Unione e valorizzare ulteriormente le eccellenze della zona.
Altri strumenti sono la mappa cartacea che riporta nove percorsi cicloturistici che collegano tutti i comuni dell’Unione (con segnalazione dei punti di interesse ed elenco aggiornato delle strutture ricettive sul territorio) e un’app per smartphone e tablet che permette la navigazione digitale di tutto il territorio. —
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