Reggio Emilia, tra distanziamenti e mascherine sarà una Giaréda a prova di Covid
L’assessore Mariafrancesca Sidoli annuncia il programma: «Si svolgerà dal 4 all’8 settembre in assoluta sicurezza»
REGGIO EMILIA. Sarà una Giaréda in maschera, con l’obbligo per operatori e visitatori di indossare la mascherina e rispettare il distanziamento ed è previsto il controllo agli accessi. Ma la tradizionale sagra dei reggiani si farà anche se in forma ridotta sia per numero di operatori presenti, sia per il numero di eventi in programma. A confermare le date di svolgimento dal 4 all’8 settembre e a fornire un’anticipazione sul programma è l’assessore Mariafrancesca Sidoli all’indomani di una Giunta dedicata proprio alla Giaréda e nella quale è stato deciso di proporre a prefetto e questore l’obbligo dell’uso della mascherina negli spazi dedicati alla sagra.
Assessore, sarà quindi una Giaréda più breve.
«Si terrà dal 4 al’8 settembre con la situazione attuale che ci ha imposto di accorciarla per garantirne la fattibilità. L’obiettivo era quello farla perché molto attesa dai reggiani oltre che da associazioni e operatori commerciali. Molte sagre e feste in tutta la provincia sono state annullate e la Giaréda resta l’unica confermata. Per poterla fare abbiamo iniziato a lavorare già a fine giugno e giorno per giorno la stiamo modificando e adattando perché è tutto in divenire sulla base del Covid e dell’insorgenza di eventuali focolai».
Quali le novità per garantire sicurezza e distanziamento?
«Siamo partiti dal garantire il distanziamento cercando il punto di equilibrio tra lo svolgimento della manifestazione e la sicurezza a visitatori e operatori. Non ci saranno più le tradizionali casette bianche in legno ma solo stand di 2 metri per 3, con le stesse misure per tutti per poter posizionare gli stand in maniera distanziata e abbiamo ampliato gli spazi a disposizione. Inoltre corso Garibaldi e piazzale Roversi saranno chiusi per tutta la durata della Giareda e i varchi di accesso creati con apposite fiorire saranno presidiati dai volontari di Legambiente per garantire un contingentamento degli ingressi e il distanziamento tra le persone».
Dove saranno posizionati stand e banchi?
«La proposta che sottoporremo a prefetto e questore è quella di posizionarli solo sul lato di sinistra della strada partendo da piazzale Roversi. I banchi saranno posizionati anche in via Emilia Santo Stefano grazie alla collaborazione dell’Associazione dei Commercianti e stiamo vedendo di farlo per tutte le giornate».
Quanti saranno in tutto gli operatori e le associazioni presenti?
«Saranno presenti 15 associazioni e 3 Proloco con prodotti di enogastronomia, mentre per il cosiddetto mercato la situazione è in evoluzione. Diversi operatori hanno rinunciato già a partire da maggio e giugno anche perché la postazione non sarà quella degli anni scorsi. Il dato dipenderà anche dalle disposizioni definitive che verranno assunte».
Veniamo al programma degli eventi.
«Abbiamo cercato di garantire gli eventi più tradizionali e quest’anno l’inaugurazione nel pomeriggio del 4 settembre coinciderà con l’apertura di Altari fioriti realizzata grazie a Confesercenti. Sono poi previsti il concerto della Filarmonica del Tricolore e la premiazione del Concorso di poesia dialettale: si terranno nel Chiostro della Ghiara su invito e prenotazione obbligatoria dei posti e con obbligo di distanziamento e mascherine».
Sarà una Giaréda resiliente?
«Abbiamo cercato di cogliere le aspettative dei reggiani e la Giaréda assume un segnale simbolico di ripartenza a pochi giorni dalla riapertura delle scuole. Cerchiamo di dare un segnale anche perché ritengo che dovremo imparare a convivere con il Covid».
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