«delrio è come l’ultimo giapponese»
Il forzista Giovanni Paolo Bernini replica ad alcune affermazioni di Graziano Delrio nell’intervista dell’esponente Pd alla Gazzetta.
«L’ex sindaco e ministro, attuale capogruppo Pd alla Camera, Graziano Del Rio si ostina a difendere l’indifendibile Mescolini come l’ultimo giapponese. Delrio è a capo del Pd, unico partito di maggioranza e di opposizione che difende l’operato del magistrato Mescolini nonostante il coinvolgimento nel sistema Palamara e tale ostinata difesa fa rendere ancora più preoccupante il contenuto della chat in cui Mescolini dice a Palamara che la nomina del capo della Procura di Reggio ha un significato strategico. Mescolini deve dimettersi non perché lo chiedono gli esponenti del centrodestra locali e nazionali, ma perché è compromessa la trasparenza ed autorevolezza della Procura di Reggio. Fa piacere sapere da Delrio, pur senza purtroppo averne fornito documentazione, che i consulenti ministeriali Pastena e Gemelli abbiano smentito di essere in possesso di fotografie di Delrio con i mafiosi a Cutro. Sarebbe anche interessante sapere da Delrio se anche l’intercettazione di Pastena con Gemelli in cui afferma che “colui che ha fatto le indagini (nel processo Aemilia) è il mio migliore amico e adesso ci stanno le foto di Delrio” fosse una telefonata scherzosa. Silenzio pure da parte di Delrio sul fiume di intercettazioni telefoniche ed ambientali, registrate dai carabinieri e agli atti dell’inchiesta Aemilia diretta da Mescolini appunto, che coinvolgono esponenti Pd in Emilia Romagna. Non una parola da parte del Pd e ancor più grave nessuna richiesta di invio di avvisi di garanzia né tanto meno di arresti da parte di Mescolini che guidò le indagini e che poi fu premiato da Palamara a capo della Procura di Reggio, nonché consulente ministeriale nel Governo Prodi del 2006. La mia non è una battaglia personale, né una vendetta, bensì una battaglia di libertà e giustizia, perché a fronte di tanti magistrati che compiono il loro dovere con competenza e senza pregiudizio politico ed ideologico, esiste invece una costola della magistratura del sistema Palamara che utilizza i tribunali come strumento di lotta politica e palcoscenico per facili carriere. Un fatto gravissimo poiché si mina la credibilità delle istituzioni nei cui confronti i cittadini non hanno più fiducia». —
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