È morto a 92 anni “Chico”. Montecavolo piange il suo ultimo partigiano
Quattro Castella, è stato dirigente politico e amministratore, testimone prezioso delle attività della Resistenza nella collina reggiana
QUATTRO CASTELLA. Addio all’ultimo partigiano castellese. Domenica sera è morto nella sua abitazione il 92enne Peppino “Il Chico” Catellani, originario di Montecavolo, dirigente politico e amministratore, testimone prezioso delle attività della Resistenza nella collina reggiana. Catellani, per tutti “Il Chico”, era l’ultimo partigiano di Quattro Castella ancora residente nel suo Comune. Lascia la moglie Maria e il figlio.La data del funerale non è stata fissata, la speranza della famiglia è di riuscire a organizzarlo nella mattinata di mercoledì 26 agosto.
Catellani, da sempre una presenza fissa nella vita pubblica della sua terra, era nato alle Scampate di Montecavolo, in una famiglia di mezzadri antifascisti.Il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio, è proprio nel casolare dei Catellani che si riunirono i dirigenti comunisti reggiani pronti ad organizzare le prime esperienze resistenziali. «Una riunone strategica – sottolinea anche il sindaco Alberto Olmi – che vide la presenza di alcuni tra i protagonisti della resistenza reggiana e i massimi dirigenti del Cln e che segnò di fatto l’inizio della lotta contro il nazifascismo».
Peppino da subito si unì ai gruppi combattenti, giovanissima staffetta che girava in bicicletta portando messaggi e materiali di propaganda. Dirigente del Pci locale, lavorava come funzionario della Federazione provinciale, nel 1956 venne eletto nel Comitato federale.Per diversi mandati consecutivi, fu consigliere comunale e capogruppo a Quattro Castella fino al 1975, con il sindaco Pietro Baroni, per poi essere eletto consigliere provinciale. Negli anni ’70, nel decennio caldo, «è uno dei responsabili della sicurezza della Federazione del Pci e, insieme a Fausto Pattacini “Sintoni”, Gianetto Patacini, Antonio Bernardi e altri dirigenti locali, contribuisce alla lotta al terrorismo», ricorda l’istituto storico Istoreco.
Da sempre iscritto all’Anpi, dal 1993 al 2012 fu vicepresidente dell’associazione partigiana, affiancando i presidenti Giuseppe Carretti e Giacomo Notari.«È stato uno dei protagonisti di una fase di grande rinnovamento, quella in cui l’Anpi si apriva anche a chi non aveva fatto la Resistenza, e si è occupato delle tante attività solidali promosse in quel periodo, rivolte principalmente all’estero, prima di tutto alla ex Jugoslavia segnata dalle guerre», ha spiegato il presidente Anpi odierno, Ermete Fiaccadori.
Nel 2015 ricevette una medaglia del Comune, e nel 2016 prese parte all’inaugurazione della targa posta da Comune e Anpi davanti alla casa delle Scampate in cui si erano ritrovati alcuni dei primi partigiani reggiani.«Non tornavo in questa casa da quasi sessant’anni – disse quel giorno un allora 88enne Peppino Catellani – Il mio primo compito dopo quella riunione fu di recarmi in bicicletta a San Bartolomeo per incontrare un sacerdote che mi diede dei volantini. La nostra era una casa di latitanza, qui mia madre cucinava per i partigiani e spesso curava i compagni feriti che stavano qui da noi per la convalescenza».
Nel giugno 2018, per il suo 90esimo compleanno, era stata organizzata una grande festa al circolo Medardo Rosso di Montecavolo, a cui avevano preso parte tanti vecchi compagni di lotta e di militanza politica.
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